Piccoli Brividi

Pensate ad Halloween e ora ditemi il primo libro che vi viene in mente?
Personalmente io associo questa festa non ad un libro ma ad un'intera collana di cui da piccola andavo matta. Sto ovviamente parlando dei Piccoli Brividi.





Tra la fine delle elementari e l'inizio delle scuole medie io ed i miei amici avevamo sviluppato una vera e propria dipendenza per la collana di R.L. Stine,  dando vita, come naturale conseguenza, ad uno spaccio che "manco i peggio criminali". La cosa funzionava così: tutti dovevano comprare un libro (non in possesso di altri) e una volta finito veniva fatto passare di mano in mano secondo uno schema completamente casuale e non privo di rischi.
Dico non privo di rischi perché per accaparrarsi i titoli più quotati venivano fuori delle lotte che neanche i tributi nell'arena degli Hunger Games. La ricreazione, ovvero il momento dello scambio, diventava il momento più pericoloso della giornata, ma anche il più divertente.
Credetemi in quei pochi minuti ho assistito a contrattazioni degne del più abile dei negoziatori. C'è chi era disposto a tutto pur di mettere le mani sui titoli intriganti. Ebbene sì vi sembrerà una banalità ma ve lo dico lo stesso: ho visto cose, in quei momenti, che voi umani non potete immaginare.
Era una vera e propria palestra di vita, roba che oggi ci avrebbero fatto sopra un reality. Non ci facevamo mancare niente: dalla corruzione a suon di Ovini Kinder ("Se lo passi a me, domani ti porto una scatola da tre, giuro!"), ad accordi sotto banco (spesso in senso proprio letterale tramite bigliettini strappati dagli angoli dei quaderni, gli SMS di allora).

E non parliamo poi dei titoli speciali, che per intenderci erano quelli con la cover sbrilluccicosa. Ora saranno stati i glitter, ma vi assicuro che quando mettevi gli occhi su quelli ti partiva qualcosa dentro, sentivi nascere qualcosa di oscuro che sibilando sussurrava "Deve essere tuo. Il tuo tesssssoro".


Tra le edizioni speciali quelli che io preferivo erano senza dubbio i volumi con le storie personalizzabili, ovvero quelli dove arrivati ad un certo punto era il lettore a scegliere la piega dei fatti optando per la soluzione A o per la B.
Favolosi. Ti facevano sentire coinvolto attivamente nel racconto!
Ricordo ancora la volta che avemmo la malaugurata idea di fare una lettura di gruppo in classe con uno di questi libri e vi lascio immaginare le scene nel momento di fare la scelta, perché ogni sacrosanta volta veniva fuori che una metà della classe sceglieva A e l'altra, per puro spirito di opposizione secondo me, sceglieva B. E signori miei, i dibattiti di quei momenti farebbero morire di invidia anche i politici più disinibiti, per non parlare delle conseguenze nefaste che toccava alla parte che ne usciva vincitrice in caso l'opzione non fosse all'altezza delle aspettative.

Insomma ai Piccoli Brividi sono legati alcuni dei ricordi migliori della mia infanzia, un po' per le storie che in alcuni casi mettevano un po' di ansia addosso, un po' per tutto ciò che ci girava intorno.
Che poi a pensarci oggi non eravamo mica così tonti all'epoca. Voglio dire alla fine comprando 4/5 libri a testa siamo riusciti a leggere più o meno tutta la collana, inclusi gli ambitissimi volumi speciali.
Con un metodo così oggi risparmierei miliardi (o quasi)!!

E poi diciamolo quanti sono i libri che alla fine avevano anche gli stickers creepy cute?! Che ovviamente erano sacri e guai a chi osava staccarmeli, stuzzicarli o anche solo guardarli troppo allungo. Motivo per cui adesso a vent'anni di distanza posso rimirarmeli senza problemi.

Così quest'anno alla ricerca della perfetta lettura di Halloween, per un caso del tutto fortuito, mi sono imbattuta in uno dei titoli che non ho letto quando ero piccola (o almeno non lo ricordo), La Macchina Stregata e non me lo sono fatta scappare.
E per amor di cronaca quando dico che mi ci sono imbattuta per un caso del tutto fortuito intendo dire che l'ho visto sulla mensola della libreria di mia nipote e l'ho rubato come la peggiore delle lestofanti. Che vi devo dire, sarà che mi sento ancora un po' bambina, sarà che mi è rimasta nel sangue la lotta dell'ora di ricreazione, ma non ho proprio saputo resistere.

Certo però che a vedere la pagina degli stickers ingiallita mi sento d'improvviso molto vecchia!

E voi amavate i Piccoli brividi? Qual'era il vostro preferito?

6 commenti:

  1. Ciao Alisya, da piccola non ero particolarmante amante dei Piccoli Brividi, ma ricordo di averne letti qualcuno e di averli apprezzati: qualche volta, poi, ce li leggeva anche la maestra in classe :-)

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    1. Viva la maestra! 😂😂
      Devo ammettere però che leggendoli adesso ho notato errori e refusi abbastanza fastidiosi.😒

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  2. A me non piacevano, ne ho letti giusto un paio anche se mia sorella ne aveva una vasta collezione. Preferivo decisamente la collana dei Brividosi, facevano un po' meno paura e li trovavo scritti meglio :)

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    1. Sai che non la conosco questa collana? Però hai ragione a rileggerlo adesso ho notato alcuni errori e molti refusi abbastanza fastidiosi.

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  3. Prima o poi ne leggo uno anch'io! Da molto tempo me lo prometto, almeno uno, voglio leggerlo.

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