Rileggiamole Insieme: Lo sposo brigante



Niente WWW per me questa settimana dato che tra una cosa e l'altra non ho letto niente, ma proprio niente niente. :(
In compenso per tenervi compagnia torno con questa rubrica che personalmente adoro e vi racconto una bella fiaba.
Si, insomma "bella" per modo di dire. Diciamo che uso la parola in senso lato, ecco.
Cioè io capisco tutto; passino i ferri roventi alla strega di Biancaneve che un po' se l'era cercata con il triplice tentato omicidio, passino gli uccelli che beccano gli occhi alle sorellastre di Cenerentola dopo che l'hanno schiavizzata per anni, passi perfino lo scuoiamento del lupo in Cappuccetto Rosso anche se poverino lui faceva solo il suo lavoro, ma qui arriviamo a dei livelli di violenza gratuita che lasciamo stare proprio.
Che poi io mi chiedo quale genitore può raccontare una favola del genere ad un figlio? Forse solo la mamma di Hannibal Lechter (e già questo è tutto un dire).



Credete che io stia esagerando? Bene allora lasciate che vi racconti la fiaba de Lo sposo brigante, che come tutte le fiabe inizia con C'era una volta...


...un mugnaio che aveva una bella figlia in età da marito che voleva piazzare con un matrimonio ad hoc.
Ormai chi segue questa rubrica dovrebbe saper riconoscere i segnali d'allarme, come ad esempio avere una figlia, bella per giunta e come se questo non bastasse che pure in età da marito. Cioè sto povero mugnaio era un disgraziato, senza sapere di esserlo.

Ora seguendo il ragionamento classico di ogni amorevole padre di famiglia, questo sant'uomo voleva liberarsi della figlia e le soluzioni erano due o la accoppava, ma Biancaneve docet come questa soluzione non è priva di pericoli per il genitore, o la sbologna a qualcuno. Ecco il mugnaio, dopo aver chiesto l'aiuto da casa, scelse l'opzione B. Al motto di 
"E no bella di papà, luce dei miei occhi, non è che non ti voglio più, ma capisci a papà tuo... Te n'hai da annà proprio. Io il mio l'ho fatto e ora che 'sta bega se la prenda qualcun altro.. ehm ehm... cioè voglio dire questa responsabilità."

Ok, va bene questa parte l'ho aggiunta io, ma non è che c'ho ricamato sopra poi così tanto visto che lui pensava 
se viene un pretendente come si deve e  me la chiede in moglie gliela darò

Si, ti voglio bene anche io papà.
E so che per un ragionamento del genere secoli e secoli di femministe si rivoltano nella tomba, neanche stessero ballando la macarena (che per i nati dopo il 2000 dicesi macarena un ballo arcaico e piuttosto imbarazzante tipico degli anni '90)



Che poi non ci crederete mai, neanche il tempo di finire di formulare il suddetto pensiero che TAC compare un pretendente che (e qui cito letteralmente) sembrava ricco.

Sembrava! Non era.
Ah Mugna', posso darti del tu vero? Ma non te l'ha insegnato la mamma che l'apparenza inganna. Voglio dì, figlio mio, prima di molla' tua figlia, la tua unica figlia, al primo tizio che passa, ma ci vorremmo accertare sull'entità del suo conto in banca, o no?
Non voglio dire che avresti dovuto fargli un interrogatorio da far sfigurare anche quelli dell'Inquisizione Spagnola, ma andava bene anche qualcosa di terra terra come l'esame del DNA, una certificazione della genealogia fino alla settima generazione, farti consegnare l'ISEE e ovviamente prima ancora di fargli vedere tua figlia fargli firmare un accordo prematrimoniale con un sacco di zeri. Insomma l'ABC del normale parenthood.


No, lui no. Il mugnaio era un uomo semplice che dava fiducia, ma proprio tanta fiducia. Che il caro pretendente avesse al polso un Rolex-patacca? Oh magari aveva fatto il restyling al ciuchino in stile Shrek.
Fatto sta che l'uomo gli concesse la figlia, che per una volta non era proprio scema, scema, scema e infatti capì al volo che del tizio non c'era da fidarsi.
Qualquadra non cosa, le suggerì l'istinto e a dimostrazione di questo ogni volta che lo vedeva o che solo pensava a lui provava ribrezzo.

Ribrezzo. E no, non ho parafrasato.
Grande papi, ottima scelta del tuo futuro cognato. Sento proprio odore di matrimonio duraturo e felice.


Un giorno il futuro sposo andò dalla fidanzata chiedendole di andarlo a trovare a casa, e lei ovviamente non ci pensava neanche per sbaglio. Solo a prendere in considerazione l'idea le venivano i sudori freddi
"E mo' che je dico? Che c'ho da spiccià casa? Quello mica mi crede, viviamo in un tugurio.
Magari je potrei dì che c'ho mal di testa... no, no, sta scusa mejo tenella per dopo le nozze, me sa."
E dunque pensa che ti ripensa alla fine trovò la soluzione, proprio una di quelle a prova di bomba.
"Amo' io verrei pure, ma nun so 'ndo stai."

Si, lo so siete rimasti spiazzati da tanta sagacia. Voglio dire, è l'Alcatraz delle scuse o vi viene forse in mente una risposta per superare quest'obiezione?
E non ridete perché all'epoca non c'era mica il Tom Tom a farti perdere nello spiazzo davanti casa e non potevi neanche ricorrere al magico aiuto di Google Maps per visualizzare la strada in 3D solo per trovare la foto di tuo zio in canottiera e bermuda (e si Google l'ho riconosciuto anche se hai oscurato il volto).
Certo c'era la remota eventualità che al pretendente, in uno sbalzo fortuito di intelligenza, passasse per la mente di spiegarti la strada, magari improvvisando una cartina disegnata sui supporti più astrusi, ma suvvia quante probabilità c'erano.

Molte a quanto pare, perché il fidanzato non si perse d'animo e le spiegò allegramente di abitare nel fitto del bosco.

Eh sì, ora mi sento proprio più tranquilla a venirti a trovare.
Cioè quella già non si fida e gli fai ribrezzo, poi abiti pure in mezzo al bosco. Si, ma tranquillo che viene a trovarti subito, eh. Ma proprio di corsa.

Che poi sta cosa del bosco a quel tempo doveva proprio andare di moda. Cioè per essere un luogo selvaggio e oscuro, sto bosco era piuttosto affollato, voglio di' tra la casetta della strega di Hansel e Gretel, quella dei sette nani, la nonna di Cappuccetto Rosso e ora pure sto fidanzato, sta foresta inizia ad assomigliare più ad un quartiere residenziale.
Non voglio pensa' quanto costassero le case.
Ma torniamo a noi.

La povera disgraziata provò a svicolare di nuovo, ammantando uno scarsissimo senso dell'orientamento, ma il pretendente non demorse e risolse tutto tirando fuori la soluzione tipica delle fiabe quanto si tratta di indicare il cammino.
Insomma il metodo pre navigatore satellitare, che se Colombo non fosse andato per mare anche lui avrebbe fatto così per trovare l'America, ovvero spargere la cenere per segnare la strada.



Ed è qui che si capisce che sto tizio è un gentiluomo, ma proprio un uomo da sposare ad occhi chiusi. Voglio dire non è che si offre di andarla a prendere, no piuttosto fa tutta la strada per spargere la cenere, ma lei la fa arrivare da sola.
Un bijoux di fidanzato. Ti lovvo tantissimo, sappilo.

E vogliamo parlare della qualità della soluzione, no perché la cenere e ho detto tutto. È quasi peggio delle briciole di pane di Hansel e Gretel. Ma se proprio non vuoi muovere il culo per andarla a prendere, porca miseria, usa qualcosa di permanente come, che so, vernice fluorescente. Puoi usare la cenere? Che se poco poco inizia a piovere o tira un soffio di vento quella si ritrova a Timbuctu!

La fidanzata ormai era incastrata, non c'era proprio modo di defilarsi da questo invito che si vedeva lontano un miglio fosse una fregatura (leggesi trappola mortale) e per assicurarsi ripensamenti last minute il moroso aggiunse anche che aveva già invitato un botto di persone per domenica, quindi doveva proprio esserci.

Notiamo tutti che mentre tutto ciò accade del padre si sono perse le tracce. Non è che anche lui si offra di accompagnarla a quella che si presenta come la festa di fidanzamento della figlia. Infondo mica sono parenti stretti.
E poi cosa c'è da preoccuparsi a lasciare una bella ragazza sola, in mezzo ad un bosco con un tizio poco raccomandabile.

Fatto sta che la domenica alla ragazza toccò incamminarsi verso casa del fidanzato, con lo stesso entusiasmo con cui chi non ha studiato va alla cattedra per farsi interrogare, accompagnata da un pessimo pessimo presentimento.
No, tranquilla tesoro non è un presentimento è semplice buon senso, che come in tutte le buone fiabe quelle rare volte in cui si presenta, non viene ascoltato.

Però almeno la ragazza non parte da casa a mani vuote, anzi a tasche vuote visto che se le riempì di lenticchie che si sa, nella vita possono sempre tornare utili e lei infatti le usò per segnare la strada al posto della cenere.
E un applauso a sta ragazza non glielo vogliamo fare per il minimo barlume di istinto di sopravvivenza che mostra. Minimo, eh, perché nonostante non si fidi, non gli piaccia e intuisca il peggio, lei dal fidanzato ci va comunque nonostante nessuno la obblighi a farlo.
Ma a me fa tenerezza comunque. In fondo è una ragazza piena di ottimismo, pensa di tornare a casa intera!!

La poveretta camminò per tutto il giorno fino ad arrivare ad una casa tetra, solitaria, inquietante che non le piacque affatto.
E me' cojoni, sai che sforzo. Se mi trovassi davanti ad una casa in stile Psycho, manco a me piacerebbe. 
Che poi mi chiedo ma che tasche doveva avere sta ragazza. Cioè ha camminato tutto il giorno segnando il cammino con le lenticchie, minimo minimo s'è portata dietro 25 kg di legumi. Che se l'avesse usati per cucinare, si sarebbe sfamata per 10 anni.

Comunque contro ogni buon senso e istinto di sopravvivenza, la fanciulla invece di scappare come Speedy Gonzales si avvicinò e la cosa era talmente tanto stupida che perfino gli uccellini si misero a cantare
Fuggi, fuggi bella sposa
sei dei briganti è nella casa
E lei cogliendo al volo l'avvertimento si avvicinò ancora.

E ora devo fare due osservazioni:
1- Ma che davvero? Ma so' stati troppo sottili nel loro avvertimento? Ok che la costruzione grammaticale non è particolarmente brillante, ma il senso è chiaro, no?
Evidentemente no, perché nonostante gli uccellini la ammoniscano più volte, lei sembra non coglierne le implicazioni per la sua futura salute.
2- A sta poraccia oltre a tutte 'ste disgrazie è anche toccato un set di animali parlanti difettosi visto che sono gli unici non parlare in rima.
Quando si dice oltre al danno, la beffa.

Per inciso, nella sfiga le dice pure culo perché non solo arriva a bussare, cosa che già da sola basta ad eleggerla idiota dell'anno, ma vedendo che nessuno risponde che fa? Scappa ringraziando l'angelo custode che sta facendo gli straordinari? Ovviamente no, visto che ha scarpinato fin laggiù pensa bene di entrare comunque (commettendo anche reato di effrazione, ma non ci soffermiamo sulle sottigliezze) e non contenta controlla tutte le stanze. Visto che però non trova nessuno pensa anche di andare a vedere in cantina.

Ora io vi ricordo che è in una casa tetra, in mezzo ad una foresta oscura e quindi mi chiedo perché?? Perché cavolo devi andare a vedere in cantina? Ma non lo hai mai visto un film dell'orrore? Non lo sai che la cantina è il peggior posto dove scendere da soli?
Suvvia fanciullina, queste sono le basi!

Per veder soddisfatta la sua curiosità, in cantina la ragazza trova una vecchia (e non chiediamoci chi fosse e cosa ci facesse lì perché certe cose è bene non saperle) ed io ero già preparata ad una scena alla Stephen King che mi facesse sbiancare dalla paura e invece come se ne scappa sta disgraziata
Potete dirmi se il mio fidanzato abita qui?
Ma allora sei scema! Ma quante cazzo di case ci so' in mezzo a sto bosco? Lo psycho pretendente ti ha perfino disegnato la strada con la cenere, come potevi sbagliare.
E soprattutto che te ne frega?? Questo non ti piace, ti fa ribrezzo, abita in una casa quanto meno sospetta, ma ti sembra davvero il caso di fare come se ti trovassi ad una scampagnata domenicale?

La vecchia, che non si prende il volto tra le mani per la disperazione proprio perché sì, le spiegò, parlando lentamente in modo che le parole attecchissero bene nel cervello della ragazza, che li abitavano dei briganti e che da lì non sarebbe uscita viva.

E piacere di conoscerla, signora.
Però da una parte sono felice, perché sembra che stavolta la poverina colga il significato intrinseco della frase e soprattutto le ripercussione sul suo stato di salute, e vi assicuro non è cosa da poco.
Che poi tu lettore pensi: sei uomini, una ragazza bella e giovane che cosa faranno? Uno pensa ad abusi, violenza, sevizie e no... no, molto peggio.
I baldi giovani infatti non vogliono abusare della ragazza, ma se la vogliono mangiare perché sono cannibali.
TA,TA,TA, DAAAAAAAAAAAAAAAA


Un altro applausone al padre della ragazza per l'oculata scelta del futuro genero ci sta tutto.

Ma non è ancora tutto perduto, la vecchia infatti decise di aiutare la fanciulla nascondendola dietro ad una botte perché farla correre via creava poco pathos.
Che oltretutto nonnì scusa ma te lo devo dì, non è sto grande nascondiglio, eh!
Per l'appunto in quel momento tornarono i briganti trascinando una giovane. Senza tanti complimenti e ignorando le grida e le suppliche della poverina,  la obbligarono a bere tre bicchieri di vino: uno bianco, uno rosso e uno giallo, facendole così scoppiare il cuore.

Ora io non bevo, è vero, ma non voglio indagare sulla natura e l'origine del vino giallo.
E poi ci vogliamo soffermare sul potere edificante e profondamente educativo di questa scena, che vi ricordo caso mai lo aveste dimenticato, che fa parte di una favola scritta per i bambini.

Comunque i briganti buttarono la ragazza sul tavolo, le strapparono i vestiti e la fecero a pezzi per poi cospargerla di sale che altrimenti non aveva sapore (quando si dice avere a che fare con una persona insipida). Lo so, sono una persona orribile.

Mentre iniziano a mangiare la poveretta, uno di loro notò che alla mano la fanciulla portava un anello e non riuscendo a toglierlo pensò bene di mozzarle il dito. Della serie via il dente, via il dolore.
Il dito, guarda un po' i casi della vita, roteando nell'aere va a finire, indovinate dove? Già proprio in grembo alla disgraziata nascosta dietro alla botte.

Chiedo a voi, carissimi lettori, vi immaginate come potrebbe reagire una persona normale dopo aver visto una ragazza sbranata, nel ritrovarsi in grembo il dito della suddetta? No perché io avrei un'idea ce l'avrei.

La nostra protagonista invece da stoica restò in silenzio, mentre il brigante si mise a cercare il dito (che si sa sono le parti più gustose e scrocchierelle). A salvare la situazione ci pensò la vecchia che invitò il giovanotto a tornare ad abbuffarsi, tanto ci sarebbe stato modo di cercare il dito l'indomani, consapevole del fatto che, avendo drogato il vino, loro due sarebbe scappate appena si fossero addormentati.

Ma nonnì già che ti trovavi non facevi prima ad avvelenarli tutti e così ci toglievamo il pensiero? Vabbe', ma con te non me la posso prendere, sei anziana magari non ci hai pensato.
Comunque il piano funzionò e le due riuscirono a scappare seguendo la pista di legumi, che nel frattempo erano germogliati.
Nel frattempo cioè nel giro di un paio d'ore? No perché vorrei sapere che razza di lenticchie aveva, perché a me in due ore non cresce nemmeno la muffa. Vai a capire... e non venite a dirmi che già all'epoca non c'erano gli OGM, anche se in questo caso mi sembrano più OMG (oh my God)!

Dopo questa battutona, torniamo alle nostre eroine che camminando tutta la notte riuscirono a raggiungere il mulino, dove la ragazza diede due ceffoni al padre per la scelta di merda del pretendente.
Ok, questo l'ho aggiunto io, ma voglio vedere chi non è d'accordo.

La fanciulla si affrettò a raccontare al padre tutta la storia e ora tenetevi forte perché ci avviciniamo al finale dove di solito succede di tutto. Voglio dire fino ad ora vi ho raccontato storie dove persone venivano messe in una botte con dei chiodi e fatte rotolare a morte, per aver ingannato e mentito, figuriamoci cosa faranno a questo che s'è mangiato una persona.

Il giorno delle nozze... si lo so vi stupite che nonostante tutto il padre della disgraziata non sia corso a dare fuoco alla casa con i sei brigante dentro, ma tranquilli lui ha un piano, un piano che purtroppo non include che la figlia, la sua unica figlia, non sposi un cannibale che non sogna altro il momento di consumare il matrimonio (anche se non in senso convenzionale).
Comunque stavo dicendo che il giorno delle nozze il mugnaio invitò tutti, parenti e amici. Seduti al tavolo del banchetto chiese alla sposa di raccontare ai commensali una storia e lei allora scelse di parlare di un sogno in cui ripercorse tutto ciò che era successo nella casa del bosco.
Lo sposo, ovviamente, capita l'antifona iniziò a temere per il suo benessere e ad ogni frase buttava lì
Amor mio, non è che un sogno
Ehi bello amor mio ci chiami tua sorella!!

Ma la fanciulla aveva un asso nella manica e arrivati alla scena del dito mozzato tirò fuori il reperto A, un po' come Cenerentola con l'altra scarpetta, ma in versione più bloody e mostruosa. Che poi al posto suo voi un souvenir del soggiorno da sogno nella casa degli orrori nel bosco non lo avreste preso?
A quel punto il brigante venne smascherato e catturato e cosa gli successe? Lo linciarono sul posto? Lo scuoiarono? Lo seppellirono vivo?
No lo consegnano al tribunale insieme alla sua banda dove sono condannati a morte.


Ok, io non vogliono essere puntigliosa ma i Grimm nelle loro storie fanno scuoiare cani e porci per delle inerzie e questi che si mangiano le persone, li fanno finire così?
Ma che finale è? Che poi perché far sposare la poverina a sto mostro. Così che ora tutti la ricorderanno come la moglie del cannibale. Non è una bella nomea, io ve lo dico.

Mah, il mondo dei Grimm è complicato ed io ho deciso di adottare il consiglio che Virgilio dà a Dante nella Divina Commedia
Non ti curar di loro, ma guarda e passa

4 commenti:

  1. Non conoscevo questa storia, ma è stato divertente leggerla nella tua versione, come sempre... complimenti, come narri tu le storie non c'è nessuno! :-)

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    1. Grazie mille, sono contenta che ti sia piaciuta! ^_^

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  2. La tua versione è decisamente più piacevole, mi sono divertita tantissimo a leggerla!! :)

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