Rileggiamole insieme: Il principe ranocchio

Finalmente riesco a riprendere una delle rubriche che più amo scrivere, parlo ovviamente del Rileggiamole insieme.
Ma come riprendere se non con la fiaba che più ha nutrito le fantasie di generazioni di bambine, insegnandoci che per trovare il principe azzurro bisogna baciare prima un sacco di rospi.
Io ve lo dico subito, rileggerla per me è stato un vero shock. Voi invece pensate di ricordarvela bene?
Siete proprio sicuri?
Dai, rileggiamola insieme!

Il principe ranocchio



Come tutte le fiabe dei fratelli Grimm anche questa si apre all'insegna dell'ottimismo e della positività
Nei tempi antichi, quando desiderare aveva ancora senso...
Oh!! Vi sentite già più allegri e bendisposti? Sentite il bambino che è in voi scalpitare?

Comunque la protagonista di questa storia è l'ultima figlia di un re, che come è indispensabile precisare, aveva molte figlie tutte bellissime ovviamente, sia mai che ci sia una principessa con i rotolini dell'amore o peggio, la cellulite.

In ogni caso, giusto per rimarcare quali sono le qualità a cui tutte le giovani bimbe devono aspirare, l'ultima figlia era di una bellezza rigogliosa, al punto che anche il sole se ne stupiva.
Seh vabbè!
Non c'è bisogno di esagerare!

Che poi diciamocelo 'ste principesse tutte uguali con gli occhi azzurri e i capelli dorati hanno pure rotto, no? Ma dateci una principessa con l'acne e con una seria dipendenza da Nutella, queste sono le eroine in cui mi posso rispecchiare.
Oh, dico così per dire eh.

Comunque accanto al castello c'era un bosco grande e pauroso... eh si, questa ambientazione non l'avevamo mai vista, cioè se escludiamo Hansel e gretel, la guardiana di oche, la bella addormentata nel bosco, cappuccetto rosso, lo sposo brigante...

Ma torniamo a noi.
Nel mezzo del bosco c'era una radura in cui, sotto i rami di un tiglio, si trovava una pozza di acqua fresca e chiara.

Ora vogliamo provare ad indovinare dove amava giocare la principessina?
Perché ovviamente con un castello a disposizione e un regno intero di posti tranquilli tra cui scegliere, come resistere al fascino del bosco pauroso? In fondo si sa, come si gioca lì, non si gioca da nessun'altra parte!

Ma non è finita qui. Perché la principessina non contenta non è che giocasse nel mezzo della radura, no, a lei piaceva giocare sul ciglio della pozza.
Sul ciglio, ma vi rendete conto?
Dico io, un posto meno adatto non lo poteva trovare? Che ne so, sulla cima del tiglio per esempio??

Ma non è finita qui.
Lo volete sapere che gioco faceva sul ciglio della pozza?
Forza vi do qualche secondo per lasciare andare a briglia sciolta l'immaginazione.

Ok, siete pronti?
Lei passava le giornate a lanciare e riprendere la sua palla d'oro.

Ora, primo: Una palla d'oro? Come... perché.... vabbè io ci rinuncio. Forse sono io ad essere prevenuta, a me era grassa se per andare in piscina compravano il Supertele!

 

Secondo: ma che tristezza di passatempo è? Ma ve la immaginate sta poverina che sta tutto il giorno da sola in una raduna in mezzo ad un bosco pauroso a lanciarsi la palla?
Se mi immagino la scena mi viene voglia di Nutella.
Terzo, ma a voi sta scena non ricorda qualcosa??

Adoro questo film!♥


Comunque un giorno alla principessa più asociale del mondo delle fiabe succede l'impensabile. Pronti al twistone del secolo?
Mentre era intenta a dilettarsi sul cigli della pozza, la palla "non le ricade nelle mani" (si bravi ora diamo la colpa alla palla) e puf! in un attimo cadde in acqua.

Vedete cosa succede a vivere la vita sul filo del rasoio? Un puf! e la palla non c'è più!

E tu lettore sprovveduto penserai "Embè sai che roba! È una pozza d'acqua quanto sarà difficile recuperarla?"

A quanto pare molto, dato che i Grimm hanno usato il termine pozza (/póz·za/ sostantivo femminile Cavità del terreno, non molto ampia e poco profonda, piena d'acqua) come sinonimo di fossa delle Marianne perché sembra che la fonte fosse profonda a non finire.

Oh toh! Almeno il Supertele restava a galla!

Comunque davanti a questa immane perdita, davanti ad una tragedia che avrebbe provato anche l'animo più forte, la principessa ha una reazione contenuta e appropriata al proprio status... scoppiando a piangere senza ritengo, perché queste sono le cose che ti segnano nel profondo.

Ovviamente come ogni buona favola ci insegna, è nel momento più buio che un principe azzurro che si rispetti compare e questo nello specifico lo fa sotto forma di ranocchio che entra in scena dicendo
Che fai principessa, piangi che fai pena perfino ai sassi
Oh è arrivato il re del rimorchio, un principe di delicatezza e simpatia, un vero signore, insomma.
Si, lo so ho fatto spoiler dicendo che il ranocchio è un principe, ma vi prego continuate a leggere perché vi assicuro che vi lascerò lo stesso a bocca aperta.
Ah sei tu vecchio sguazzafango. Io piango per la mia palla d'oro caduta nella fonte
Primo Sguazzafango????
Ma fate sul serio?????
Certo che mi dovevo aspettare? Quando le grandi menti si incontrano danno vita a dialoghi pieni di così tanta poesia da far impallidire anche l'opera più rinomata.

Il ranocchio mostra subito la sua nobiltà d'animo offrendosi di recuperare il prezioso oggetto... certo se lei in cambio gli dà qualcosa.
E famo a capissi.

Hai capito il marpione? Alla faccia del principe azzurro.
Cos'è avevano finiti quelli nobili o a lei gliene hanno dato uno difettato?

La principessa, che poverina non c'è ancora arrivata,  gli offre di tutto: perle, abiti, corone, perché si sa che i ranocchi ne vanno matti, ve'?
Che ci può fare con vestito, travestirsi da tartaruga ninja?

Ovviamente quello che mira a ben altro rifiuta l'offerta chiedendo solo di "essere suo amico".
E immagino che anche qui i Grimm abbiano usato il termine in senso lato o magari intendevano "amici con benefici" visto che l'anfibio pretende di magiare dal piatto della principessa, di bere dal suo bicchiere, ma soprattutto di dormire nel suo letto.

Oh un bel ricatto a sfondo sessuale è proprio quello che ci vuole per far addormentare con serenità i bambini.
Che poi, voglio dire, se uno avesse due neuroni in grado di fare sinapsi, possibile che non si chieda se valga la pena accettare un patto del genere per una palla.
Una. Palla.
Per l'amore del cielo, sarà pure d'oro ma una principessa che può offrire corone e perle come se si trattasse di cioccolatini quanto dovrà penare per farsene fare un'altra?

Lei no, lei è fedele o riavrà quella o niente e senza neanche pensarci accetta la proposta indecente dicendo dentro di se' Figurati se fa sul serio.
E guarda un po' invece quello faceva sul serio perché il ranocchio, riportata la palla, si aspetta di essere portato al castello.
Appunto.
Complimentoni per la scelta oculata, principe'.
Ma la principessa, che ha un gap di attenzione pari a quella di un moscerino ubriaco, ora che ha riavuto la preziosissima palla si dimentica di ogni altra cosa, soprattutto della promessa appena fatta e veloce come il vento fila via.

Quanta pusillanimità.
Attenta principessa che così il povero don Abbondio crepa di invidia.
E quanti buoni principi. Perché non insegnare alle nostre bambine che per ottenere ciò che vogliono si possono accettare anche patti scabrosi, purché poi non si mantengano. ;)
Però vi dico la verità a me sta principessa un po' infame quasi quasi sta simpatica. E basta con 'ste bamboline belle come il sole e buone come il pane.

Come nei migliori film horror però il bello deve ancora venire e il giorno, dopo durante il pranzo, dalle scale si sente uno platsch-platsch, (che magari non è un rumore che ti fa gelare il sangue nelle vene, ma sicuro di blocca la digestione) insieme ad una voce che chiama la principessina.

Chi sarà mai, mi chiedo io?

La fanciulla andata ad aprire e visto il ranocchio dall'altra parte, fa quello che almeno una volta nella vita abbiamo fatto tutte, ovvero gli chiude la porta in faccia senza pensarci due volte.
Il padre, notando il comportamento della figlia e vedendola pallida come un lenzuolo, si preoccupa.

E si gente avete letto bene. Per la prima volta abbiamo assistito ad un fenomeno paranormale per il mondo delle fiabe, ovvero un genitore che non muore, non vende la propri figlia e non prova ad ucciderla.
Pura fantascienza.

La principessa a questo punto racconta tutto al re, inclusa la promessa e sapete cosa dice il re:
Quello che è promesso lo devi mantenere
Che in linea generale ci sta pure, per carità. Voglio dire, lungi da me criticare il primo e probabilmente ultimo genitore che cerca di insegnare qualcosa alla propria progenie, ma ti rendi conto che vuoi far accoppiare tua figlia con una rana??
Si, ho detto accoppiare e non aggiungo altro.

Comunque la fanciulla fa come gli viene detto e va ad aprire al ranocchio che felice come una pasqua gli si mette accanto e mangia dal suo piatto.

A questo punto i Grimm fanno una doverosa precisazione
La principessa obbedì, ma sicuramente non era contenta
E sti cazzi, vorrei vedere, aggiungo io.

Ma al peggio non c'è mai fine e dopo aver mangiato e bevuto, al ranocchio vengono in mente idee birichine perché dichiara di essere stanco e chiede alla principessa di andare a dormire. Seh... dormire... ora si dice così.

La poverina ovviamente scoppia a piangere sperando nella pietà del padre, perché quel ranocchio freddo e viscido (parole sue) gli faceva schifo e non osava toccarlo.
Ma il re si ostina a fare il buon padre forse nella situazione meno opportuna nella storia dell'umanità e ribadisce
Non si disprezza chi ti ha aiutato nel bisogno
Ho capito caro papa reale, ma il ranocchio le ha ripescato una palla, mica dato un rene!! Ci deve essere anche un po' di proporzionalità nelle cose, no??

Comunque la principessa obbedisce.
Ora se fosse furba facendo finta di portarlo in stanza, lo accompagnerebbe in cucina dove accidentalmente lo farebbe cadere in una padella con olio bollente.
Ops.
Giuro che è stato un incidente e visto che all'epoca né la Fletcher, nè Colombo erano nati, tutti avrebbero vissuto per sempre felici e contenti.
Ed in più avrebbe risolto anche il problema della cuoca di cosa preparare per cena.
I proverbiali due piccioni con una fava.

Invece no. Lei purtroppo obbedisce depositando il ranocchio nell'angolo più remoto della sua stanza per poi mettersi a letto.
Quello però che è un infame proprio nell'animo non ci sta a restare al freddo e al gelo e ricorre ad un metodo di corteggiamento infallibile; il ricatto.
Infatti davanti all'ovvio rifiuto della principessa di metterlo nel letto minaccia di dire tutto al padre.

Ah però che bel carattere. Un principe di nome e di fatto.
Non bastavano i favori sessuali, aggiungiamo anche lo stalking e il ricatto alle doti di questo uomo dei sogni.
Chissà come mai è stato trasformato?
Cosa avrà mai fatto per suscitare le ire della strega cattiva. Non so voi, ma a me un paio di idee sarebbero venute...

Però a tutto c'è un limite e finalmente anche la principessa, per quanto obbediente, ne ha le ovaie piene e così preso il ranocchio lo lancia contro il muro con tutte le sue forze.


Giuro, lo dice la fiaba.
Scommetto che questo non ve lo ricordavate, eh?
Visto che twistone?
E come ogni momento epico che si rispetti non può mancare una grande frase ad effetto
Adesso finalmente tacerai, brutto ranocchio
BRAVA!
Brava!
Standing ovation per la principessa.

Capiamoci, non è che io voglia promuovere la violenza, però qui ci stava tutta, no?
Girl power, ragazza!

Ma la storia che avrebbe qui un finale epico, purtroppo continua e preparatevi perché sto per darvi il più grande shock della vostra vita. Sto per smontare uno dei miti che più saldamente è ancorato alla vostra fantasia.

Con sua meraviglia la principessa si accorge che il ranocchio si è tramutato in un principe dagli occhi scanzonati.

Avete capito??
Cioè vi rendente conto?
Ci hanno fatto crescere nella menzogna, ci hanno insegnato a credere in falsi miti.
Perchééé????
PERCHÈÈÈÈÈ???????
Io... io non ho parole...
Generazioni di fanciulle hanno baciato rospi (reali e metaforici) sperando di trasformarli in principi per colpa di qualcuno che ha riscritto la storia.
Oltraggio.
Bugia.
Frode!!!
Ora io voglio nome e numero di telefono di questo tizio.
Giuro, solo per parlarci in modo pacifico.
Dunque donne questa è la verità. Se siete ancora in cerca del principe azzurro ora sapete come fare.

Quanta saggezza sprecata, quanto buon senso.
Che poi magari il principe, oltre che allo sguardo scanzonato, ci guadagna anche una commozione che gli aggiusta il carattere fetente.

E arriviamo alla fine dove per volere del re il principe sposa la principessa (e non stiamo a sottolineare che il re gli avrebbe fatto sposare pure un ranocchio).

Furbamente i Grimm sorvolano sulla storia del principe dicendoci solo che era stato maledetto da una strega cattiva (che per me rimane una buona samaritana del genere femminile) e la storia si conclude con il nostro adone che porta la sua bella nel suo regno e con un aneddoto che sinceramente non c'entra niente col resto e quindi ve lo risparmio volentieri.

E questo è tutto.
Adesso che sapete la verità andate e diffondetela, mentre noi ci leggiamo presto con la prossima fiaba! ;)

4 commenti:

  1. Ciao Alisya, è sempre uno spasso leggere questa tua rubrica, mi fa piacere che sia ritornata :-)

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    1. Grazie mille, sono contenta che ti sia piaciuta.💕😘

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  2. Che bella questa rubrica! Divertente e spensierata al punto giusto, riesce a far tornare per un momento all'infanzia 🥰

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