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Rileggiamole insieme: I sei servi

Sognatori ben tornati nel mondo delle fiabe!
Oggi parliamo di una storia poco conosciuta scritta da quei furbacchioni dei fratelli Grimm, quindi sapete già cosa aspettarvi.
Occhio io vi ho avvisato.

I SEI SERVI


Un tempo viveva una vecchia regina che era anche una maga e l'esperienza insegna che questo è un  segno brutto,ma brutto tanto, del tipo che potrebbe benissimo entrare di diritto tra i segni precursori dell'apocalisse.
Come se la situazione non fosse già abbastanza nera così, la regina aveva anche una figlia che era, indovinate?, la più bella fanciulla sotto il sole.
Ah, ma che slancio di originalità. Non me lo sarei mai immaginato.
Per carità ogni scarrafone è bello a mamma sua, e rinunciare a sta cosa ormai è una battaglia persa, ma cavolicchio almeno usare un'altra espressione! Cioè in due fiabe su tre si trova "la più bella fanciulla sotto il sole".
Quindi qui le cose sono due: o questa faceva la figlia part time un po' per tutti, o altrimenti ci vuole uno spareggione per decretare la vincitrice del titolo una volta per tutte.

Rileggiamole insieme: Il principe ranocchio

Finalmente riesco a riprendere una delle rubriche che più amo scrivere, parlo ovviamente del Rileggiamole insieme.
Ma come riprendere se non con la fiaba che più ha nutrito le fantasie di generazioni di bambine, insegnandoci che per trovare il principe azzurro bisogna baciare prima un sacco di rospi.
Io ve lo dico subito, rileggerla per me è stato un vero shock. Voi invece pensate di ricordarvela bene?
Siete proprio sicuri?
Dai, rileggiamola insieme!

Il principe ranocchio



Come tutte le fiabe dei fratelli Grimm anche questa si apre all'insegna dell'ottimismo e della positività
Nei tempi antichi, quando desiderare aveva ancora senso...
Oh!! Vi sentite già più allegri e bendisposti? Sentite il bambino che è in voi scalpitare?

Comunque la protagonista di questa storia è l'ultima figlia di un re, che come è indispensabile precisare, aveva molte figlie tutte bellissime ovviamente, sia mai che ci sia una principessa con i rotolini dell'amore o peggio, la cellulite.

In ogni caso, giusto per rimarcare quali sono le qualità a cui tutte le giovani bimbe devono aspirare, l'ultima figlia era di una bellezza rigogliosa, al punto che anche il sole se ne stupiva.
Seh vabbè!
Non c'è bisogno di esagerare!

Che poi diciamocelo 'ste principesse tutte uguali con gli occhi azzurri e i capelli dorati hanno pure rotto, no? Ma dateci una principessa con l'acne e con una seria dipendenza da Nutella, queste sono le eroine in cui mi posso rispecchiare.
Oh, dico così per dire eh.

Rileggiamole Insieme... La Casa nel Bosco

Finalmente riesco a tornare con Rileggiamole Insieme.... una delle rubriche che amo di più e con cui mi diverto sempre tantissimo.
Per chi si trovasse per la prima volta in questo angolino, qui vi racconto fiabe più o meno famose, ma in un modo un po' diverso.  ;)
Ma iniziamo con il racconto di oggi.



Un povero taglialegna viveva con la moglie e le tre figlie ai margini della nostra location preferita, sì avete indovinato, proprio una foresta.
Una mattina andando a lavoro nella suddetta foresta l'uomo chiese alla moglie di farsi portare il pranzo dalla figlia maggiore, perché ovviamente portarselo da solo era troppo disturbo, tanto più che nel ridente mondo delle fiabe le foreste sono note per essere luoghi sicuri dove far passeggiare da sole ingenue fanciulle.
Quindi con queste ottime premesse, quando arrivò il momento del pranzo, la più grande delle sorelle partì per portare la scodella di minestra al padre.
Ma come avrà fatto il taglialegna ad indicare la via alla figlia visto che ancora Google maps non andava di moda?
Piantando qua e là qualche bel segnale di legno?
 No, ovviamente. In fondo perché andare sul sicuro con soluzioni banali da gente babbana, quando si può ricorrere ai classici (che se sono tali ci sarà pure una ragione) e dunque sparse lungo il sentiero dei semi di miglio?

Non vi ricorda qualcosa, chessò tipo la storia di Hansel e Gretel, per esempio? E si vede che questo padre amorevole ha pensato, visto che per quei due ha funzionato così bene perché non fare lo stesso?
Ma non siate troppo severi. Si fa alla svelta a giudicare, voglio dire questo poveruomo fa il taglialegna nella foresta, come può immaginare che questa sia tipo l'equivalente terrestre dei buchi neri, dove ciò che entra quasi mai ne esce? E soprattutto come può venirgli in mente che tra le decine di specie che la abitano ci siano anche varie specie di uccelli che indovinate cosa mangiano?


Rileggiamole insieme: La saggia Gretel



Nel mondo dei fratelli Grimm le fiabe da leggere son tante. Fino ad ora abbiamo ripercorso insieme le storie che tutti conoscono, quelle di cui tutti almeno una volta hanno sentito parlare.
Quella di oggi invece non è conosciutissima e di sicuro la Disney non ci ha proposto una delle sue versioni rivisitate e 100% cruelty free >_< ed è un vero peccato. Volete sapere perché? Ma perché a differenza di tutte le rincopesse.... ops volevo dire principesse, la protagonista è un vero GENIO.
Giuro che rileggendo questa fiaba mi sono piegata in due dalle risate, dunque perché non far ridere anche voi??

C'era una volta una cuoca che si chiamava Gretel (e se ve lo state chiedendo no, non è la sorellina, ormai cresciuta, di Hansel)  che aveva un paio di scarpe coi i tacchi rossi (sai che novità, praticamente ogni essere umano di sesso femminile ne ha uno). Quando usciva con quelle scarpe la sua autostima schizzava a mille e si diceva ammirandosi
Sei proprio una bella ragazza
Ecco, cari maschietti, se siete in ascolto sappiate che questa è la magia delle scarpe, ovvero il motivo per cui riempiamo case e case di calzature, che poi magari non mettiamo mai, ma il solo pensiero di averle innalza all'infinito e oltre l'autostima.

Rileggiamole insieme: Raperonzolo


Cari Lettori bentornati in questa rubrica aihmé tralasciata!
Siete pronti per immergervi nel brutale mondo delle fiabe? Si perché con Rileggiamole insieme vi racconto le fiabe più conosciute nella loro fredda, crudele e spietata versione originale.
Tra persone bruciate vive, brutalmente uccise e massacrate, viene da chiedersi chi siano i buoni, anche se devo ammettere che tra tutte le fiabe quella di Raperonzolo è forse la meno cruda (ma non meno triste) e come ogni fiaba che si rispetti inizia con "C'era una volta..."

.... un uomo e una donna che desideravano ardentemente avere un figlio.
Ecco, già qui iniziamo male, perché nelle fiabe una coppia che desidera avere un figlio è segno di sciagura e mala sorte. Si, insomma è più o meno l'equivalente nei film horror di una casa costruita sopra un cimitero... una pessima, pessima premessa.
In ogni caso i due vivevano in una casetta con un finestrella che affacciava su uno splendido giardino di proprietà di una maga potente e temuta, reso inaccessibile da alte mura.

Rileggiamole insieme: Hansel e Gretel




Eccoci di nuovo qua con una delle rubriche che più mi divertono.
Oggi vorrei raccontarvi la favola di Hänsel e Gretel, forse una dei pochi racconti dei Grimm di cui tutti ricordano le immagini soavi della strega bruciata viva. Ma siete sicuri di ricordarvi anche il resto?
Dai, rileggiamola insieme...

Proprio di fronte ad un bosco abita un povero taglialegna con la mogie e due figli. Il taglialegna era povero in canna e quando arrivò una carestia le cose peggiorarono. E se questo è il lieto inizio, mi immagino cosa ci aspetta.

Una sera, preso dai pensieri, l'uomo chiede alla moglie

 "Che ne sarà di noi? Come potremo nutrire i nostri figli se non ne abbiamo più nemmeno per noi?"
 
E già qui dovrebbe suonarvi un campanello d'allarme. Perché se un genitore mette prima se stesso dei propri figli non promette bene, se quel genitore poi è il personaggio di una fiaba potete scommetterci che finirà a schifio!

Recensione: "In una notte buia e spaventosa" di Adam Gidwitz

Visto che Halloween è alle porte, oggi voglio consigliarvi un altro libro perfetto per questo periodo. Anche in questo caso il libro è indirizzato ai ragazzi, ma vi assicuro che lo adoreranno anche i più grandi.
 
Titolo: In una notte buia e spaventosa
Autore: Adam Gidwitz
Editore: Salani Editore
Prezzo:€ 9,90 (ebook € 6,90)
Pagine: 123

Vagando per una sudicia palude, Hänsel e Gretel arrivano a una casetta fatta di dolci e iniziano ad assaggiarne un po', quando d'un tratto sulla soglia appare una donna con un grembiule da fornaia? Finiscono così tra le grinfie della terribile strega mangia-bambini. Questo lo sapevate già. Ma cosa accade dopo? Che Hänsel e Gretel la arrostiscono nel forno e si salvano? Tutto lì? Ne siete sicuri? Invece no. I due fratelli varcano il confine della loro storia e vagano nell'universo della tradizione favolistica incontrando alcune delle migliori fiabe classiche già narrate dai fratelli Grimm. Eccoli impegnati in un viaggio 'buio e spaventoso' attraverso una terra piena di pericoli oscuri, popolata di stregoni malvagi e corvi indiscreti, che li porta persino ad affrontare il Diavolo. Irriverenti e sovversivi, Hänsel e Gretel imparano in questo lungo, incredibile viaggio a farsi carico delle loro scelte e a diventare artefici del proprio destino.

Rileggiamole insieme...

ROSASPINA
 
 
Oggi voglio ripercorrere con voi una delle favole che da piccola ho amato di più, Rosaspina o, come la Disney l'ha ribattezzata La Bella Addormentata nel Bosco, titolo che definirei a dir poco impreciso, ma non ci soffermiamo troppo sui dettagli. Anche perché poi dovremmo aprire una parentesi sul perché Rosaspina sia diventata Aurora e entreremmo in un ginepraio da cui non usciremmo più.
 
Inoltre non voglio infierire sulla povera principessa che, a tutti gli effetti, è un'emarginata. Da alcune indiscrezioni sembra infatti che le altre eroine fiabesche la escludono e ai raduni la invitino solo per dovere. Vi chiedete la ragione di tanto snobbismo? Ve lo dico subito, ma tenetevi forte e preparatevi allo shock. Rosaspina è l'unica principessa a crescere con entrambi i genitori!!!
 
 
Lo so, anche io ho faticato non poco a crederci, ma è vero garantisco io. E non solo sono vivi all'inizio della storia, ma (e ve lo dico anche a costo di fare spoiler) rimangono vivi fino alla fine.
Capito perché le altre, tra padri degeneri e matrigne assassine, non la possono proprio reggere, anche se secondo me con due genitori come i suoi la prospettiva di essere orfana diventa molto più allettante.
In più va anche detto che mentre le altre principesse prima di arrivare al lieto fine devo affrontare regine che cercano di accopparle, devono fare da sguattere in casa propria, attraversare boschi con bestie selvagge ecc..., Rosaspina cresce con tutti gli agi e in santa pace, senza contare che la cosa peggiore che le succede e di farsi un sonnellino di cento anni. Al posto loro anche a me una così starebbe un po' sulle palle.
Ma procediamo con ordine.
 

Rileggiamole Insieme...

BIANCANEVE
Versione dei Fratelli Grimm
 

Speravate di esservi liberati di me? Be', invece eccomi di nuovo qua, pronta a raccontarvi una nuova fiaba!
Adoro questa rubrica che mi permette di liberarmi dello stress e di dar sfogo alla piccola vena di sarcasmo che spesso devo invece trattenere. Questa volta a farmi da cavia sarà una delle principesse più conosciute e amate; la cara e dolce Biancaneve.
 
La fiaba inizia con toni soavi, descrivendo una regina intenta a cucire seduta vicino alla finestra nel bel mezzo di una tempesta di neve. E cosa c'è di strano? Ve lo dico subito, mentre lavora con ago e filo si punge un dito e così finisce per sporcare la neve con le tre gocce di sangue.

Avete notato niente di strano? No? Soffermiamoci un attimo questa immagine: come fa il sangue della regina a cadere sulla neve? Pensa che ti ripensa la soluzione è una sola: il genio, preso da caldane probabilmente, si è messa a ricamare spalancando la finestra.
A riprova del grande QI della donna c'è poi il fatto che vedendo il suo sangue sulla neve le viene l'ispirazione e sente nascere il desiderio di avere un bambino (a me al massimo avrebbe fatto pensare ad una granita, ma meglio non fare polemica), ma non un bambino qualunque uno che sia
"... bianco come la neve, rosso come il sangue, nero come l'ebano"

Un patchwork!
 

Rubrica: RILEGGIAMOLE INSIEME...

CENERENTOLA
versione dei fratelli Grimm
 
 
La fiaba inizia subito sotto i migliori auspici.
Ad un uomo ricco s'ammalò la moglie. (Ecco, appunto)
Quando questa sta per morire chiama la figlia e le raccomanda di rimanere sempre buona e gentile, poi chiude gli occhi e muore.
Alé! Facciamoci un'endovena di allegria. E tanto per non calcare la mano

"la fanciulla andava tutti i giorni sopra la tomba piangeva ed era buona e gentile"


Ora qualcuno mi spiega quel "ed era buona e gentile"? Avevano forse paura che qualcuno pensasse che come reazione al lutto sta povera ragazza potesse diventare una serial killer?
Mah...
Comunque visto che è una fiaba allegra la storia continua dicendo che subito dopo la fine dell'inverno l'uomo rimasto vedovo si risposa.
 
Si risposa? Dopo tre mesi (scarsi)? Quando si dice un vedovo inconsolabile! E dove l'ha conosciuta al funerale della moglie? Alla faccia della delicatezza. Tempo totale di elaborazione del lutto tra i 10 e i 15 minuti; da record!
Me lo immagino al capezzale della moglie morente che sbatte i piedi impaziente, sbuffando nervosamente e guardando in continuazione l'orologio mentre pensa "Ma quanto ci mette a trapassare? Io ho già spedito le partecipazioni!".
Per non parlare dei titoli dei giornali
"Ricco vedovo, sposa giovane donna a tre mesi dalla morte sospetta della moglie".
Più che l'inizio di una favola questo è un buon attacco per un giallo con Jessica Fletcher.

Rubrica: RILEGGIAMOLE INSIEME...

CAPPUCCETTO ROSSO

C'era una volta una bambina dolce e carina a cui la nonna aveva regalato un cappuccetto di velluto rosso e, visto che le stava tanto bene e che lei voleva mettere solo quello, tutti la chiamarono Cappuccetto Rosso.
E meno male che le favole sono il mondo della fantasia! E se invece che rosso fosse stato cachi, come l'avrebbero chiamata? Vabbè, meglio non  approfondire.
Un giorno la mamma chiede alla bambina di portare alla nonna una fetta di torta ed una bottiglia di vino perché è debole e malata.
Ora, anche volendo contestualizzare il racconto in un'epoca in cui la scienza medica non era così progredita, una fetta di torta e una bottiglia di vino?! Una bottiglia?! Cos'è la nonna un'alcolista? E poi perché solo una fetta di torta? Ma soprattutto che fina ha fatto il caro vecchio brodino che rifilavano a me quando stavo male da bambina?
Se penso che sono stata derubata di una fetta di torta per ogni volta che mi sono ammalata mi viene da piangere!

Rubrica: RILEGGIAMOLE INSIEME...

La piccola guardiana di Oche
dei fratelli Grimm
 
 
 

C'era una volta una regina, già vedova da diversi anni, che aveva una bella figlia.
Ed iniziamo subito la fiaba con un tono leggero e carico di speranza; una bambina orfana di padre.
La principessa, che da piccola era stata promessa ad un principe di un regno lontano, raggiunta l'età da marito (età che al momento non è dato conoscere, ma su cui avremmo modo di ritornare) si prepara a lasciare la sua casa per raggiungere il futuro sposo.
E come la prepariamo una principessa che deve arrivare in un regno lontano con una dote da far sembrare bigiotteria i Gioielli della Regina? Le diamo un esercito degno di Attila, re degli Unni? Le affianchiamo dei cavalieri armati fino ai denti e addestrati ad uccidere?
No, le diamo una fantesca (dicesi fantesca una domestica del XIV secolo), dalla reputazione discutibile, e due cavalli per fare il viaggio, specificando che uno dei due, Falada il destriero della principessa, sa parlare (cosa di cui avrà modo di pentirsi più avanti, ma non voglio spoilerare).
E poi le vogliamo spendere due parole sul principe di turno a cui non passa neanche per l'anticamera del cervello di andare a prendere la sua futura sposa, infischiandosene dei potenziali pericoli che la poverina dovrà affrontare?