Recensione: "Le vacanze di un serial Killer" Nadine Monfils

Buongiorno Sognatori,
iniziamo la settimana parlando di un libro decisamente fuori dall'ordinario, un romanzo che mi ha intrigato per la particolarità del titolo e mi ha lasciato sorpresa per l'assurdità del contenuto.

TITOLO: Le vacanze di un serial killer
AUTORE: Nadine Monfils
EDITORE: Giano
PAGINE: 223
Il gran giorno delle vacanze è arrivato per la famiglia Destrooper! Si va verso il mare del Nord, dove piove all'incirca tre giorni su quattro, quando va bene. Il padre, Alfonse, detto Fonske, camicia a fiori e bermuda kaki, è alla guida della sua amata auto, personalizzata a regola d'arte: volante in pelle di zebra, cerchi in lega dorata, coprisedili leopardati e impianto stereo da sfondare i timpani. Accanto a lui Josette, la moglie, con un immenso cappello di paglia sulla testa, una specie di abat-jour schiacciato sui capelli. Dietro i due figli: Steven, il primogenito, con indosso un giubbetto impermeabile, dei pantaloncini consumati e un casco sulla testa che non abbandona mai anche se non ha il motorino; e Lourdes, una ragazzina con auricolari impreziositi da fiocchetti rosa che deve il suo nome alla figlia di Madonna, scoperta da Josette su Voici, il suo settimanale preferito. Ancora più indietro, in una roulotte Wa-Wa, divenuta ormai un pezzo da collezione, la nonna. Con queste premesse, che la vacanza dei Destrooper prenda una brutta piega è solo questione di tempo. Anzi di pochi minuti: appena partiti, dal finestrino aperto un motociclista scippa la borsa di Josette, con tutto il denaro per le ferie. E a causa di un sobbalzo sulla strada la roulotte con la vecchietta si sgancia senza che nessuno se ne accorga. Cosi comincia l'odissea dei Destrooper, in cui omicidi, tradimenti, alberghi allagati e occultamenti di cadaveri, approntano una vacanza davvero indimenticabile

Ok, parlare di questo libro non sarà facile.
Perché?
Perché Le vacanze di un serial killer è decisamente un romanzo fuori dall'ordinario, non tanto per lo stile, quanto per il contenuto che richiama il nonsense e che in questo mi ha ricordato moltissimo la famosa saga familiare di Pennac.

Il romanzo racconta le tragiche vacanze della famiglia Destrooper che partita per una villeggiatura sulla costa del mare del Nord va incontro ad una serie di eventi, uno più assurdo dell'altro.
I protagonisti di questa vicenda sono Alfonse, il capofamiglia, che ama un'unica cosa, ovvero la sua macchina su cui investe una quantità mostruosa di soldi e che rappresenta quanto di più kitsch si possa immaginare, Josette, sua moglie, decisa a fare una bellissima vacanza a dispetto delle condizioni oggettive in cui i poveretti si trovano, e infine ci sono i figli adolescenti, Steven e Lourdes, intenti a usare tutti gli assurdi fatti in cui rimangono coinvolti per il loro film amatoriale.
Su di tutti spicca la nonna e credetemi se vi dico che non è la nonna delle pubblicità che vi ritroverete davanti in questo libro.

Quello che caratterizza Le vacanze di un serial killer è un umorismo decisamente sopra le righe che può non piacere a tutti e che si accompagna ad un linguaggio tra il disinvolto e il disinibito e a personaggi sgangherati e caricaturali che si amano o si odiano.
Tra tutti i membri della famiglia Destrooper, quella che colpisce di più per il mix di assurdità e originalità, è sicuramente la nonna assassina-ninfomane, ma alla fine tutti sono ben caratterizzati e tutti ugualmente coinvolti in un susseguirsi di eventi improbabili, a tratti grotteschi, che però rendono unica la lettura.

Omicidi, tradimenti e imprevisti sono gli ingredienti base di questo romanzo a metà tra lo humor e il noir che sono sicura saprà quantomeno stupirvi.
Al di là dei meriti oggettivi però ammetto di non andare a nozze con questo tipo di scrittura e, come mi è già capitato con il ciclo di Malaussène di Pennac, anche in questo caso non sono riuscita ad apprezzare a pieno l'umorismo e la caratterizzazione della narrazione.


2 commenti:

  1. Ciao Alisya, non conosco il romanzo ma dalle tue parole sembra davvero particolare! In genere l'umorismo mi piace, quindi forse potrebbe essere una lettura che fa al caso mio...

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