Rubrica: RILEGGIAMOLE INSIEME...

CAPPUCCETTO ROSSO

C'era una volta una bambina dolce e carina a cui la nonna aveva regalato un cappuccetto di velluto rosso e, visto che le stava tanto bene e che lei voleva mettere solo quello, tutti la chiamarono Cappuccetto Rosso.
E meno male che le favole sono il mondo della fantasia! E se invece che rosso fosse stato cachi, come l'avrebbero chiamata? Vabbè, meglio non  approfondire.
Un giorno la mamma chiede alla bambina di portare alla nonna una fetta di torta ed una bottiglia di vino perché è debole e malata.
Ora, anche volendo contestualizzare il racconto in un'epoca in cui la scienza medica non era così progredita, una fetta di torta e una bottiglia di vino?! Una bottiglia?! Cos'è la nonna un'alcolista? E poi perché solo una fetta di torta? Ma soprattutto che fina ha fatto il caro vecchio brodino che rifilavano a me quando stavo male da bambina?
Se penso che sono stata derubata di una fetta di torta per ogni volta che mi sono ammalata mi viene da piangere!

Recensione: "La ragazza del treno" di Paula Hawkins

READING CHALLENGE
N° 21 - Un thriller

Dopo mesi che lo tenevo sul comodino (o meglio nel Reader), ho deciso di farmi coraggio e affrontare il libro più discusso dello scorso anno.
La vita di Rachel non è di quelle che vorresti spiare. Vive sola, non ha amici, e ogni mattina prende lo stesso treno, che la porta dalla periferia di Londra al suo grigio lavoro in città. Quel viaggio sempre uguale è il momento preferito della sua giornata. Seduta accanto al finestrino, può osservare, non vista, le case e le strade che scorrono fuori e, quando il treno si ferma puntualmente a uno stop, può spiare una coppia, un uomo e una donna senza nome che ogni mattina fanno colazione in veranda. Un appuntamento cui Rachel, nella sua solitudine, si è affezionata. Li osserva, immagina le loro vite, ha perfino dato loro un nome: per lei, sono Jess e Jason, la coppia perfetta dalla vita perfetta. Non come la sua. Ma una mattina Rachel, su quella veranda, vede qualcosa che non dovrebbe vedere. E da quel momento per lei cambia tutto. La rassicurante invenzione di Jess e Jason si sgretola, e la sua stessa vita diventerà inestricabilmente legata a quella della coppia. Ma che cos'ha visto davvero Rachel?

UN GIORNO PER NON DIMENTICARE

27 Gennaio
GIORNATA DELLA MEMORIA
 
L'Olocausto rappresenta uno dei momenti più bui della storia contemporanea. Non solo per i milioni di vite stroncate senza motivo, ma anche perché ci sono persone che non solo non hanno voluto vedere ciò che accadeva, ma che tutt'ora negano che quelle atrocità siano mai avvenute.
Per questo è importante non dimenticare, non lasciare che la verità vada persa e la lezione impartitaci dimenticata. I sopravvissuti ai campi di concentramento continuano a raccontare la loro storia, a tramandare i ricordi delle atrocità viste e vissute, ma penso che sia dovere di tutti contribuire come possono.
 
Cabine di guardia delle SS
Nel 2004, grazie ad un progetto della regione, la scuola ci portò a visitare il campo di concentramento di Majdanek in Polonia. È stata una delle esperienza più forti che abbia mai fatto e vorrei condividerla con voi.
Majdanek era uno dei più grandi campi nazisti in Europa. Tra il 1941 e il 1944 vi furono detenuti circa 300.000 prigionieri e ne perirono 235.000 in maggioranza ebrei, polacchi e cittadini sovietici.

Recensione: "L'uomo che voleva fermare il tempo" di Mitch Albom

READING CHALLENGE
N° 47 - UN LIBRO CHE MI HA SCELTA

Primo titolo preso in prestito dalla MLOL, un libro che mi ha davvero sorpresa. Colpita dall'immagine e dalla prima frase dalla quarta di copertina, non ho potuto resistere!
In un angolo appartato della vecchia New York, c'è una piccola, misteriosa bottega che vende orologi di ogni epoca e foggia. È qui, nell'atmosfera sospesa di uno stanzino pieno di polvere e di vecchi ingranaggi, che si incrociano i tormentati cammini dei protagonisti di questo romanzo: Sarah, la ragazza solitaria dagli occhi tristi e il cuore in tumulto: Victor il vecchio magnate disposto a tradire gli affetti più cari in cambio di un po' di futuro: e infine Dor, l'uomo che per l'ossessione del tempo ha perso l'amore e l'innocenza. Solo cercando il coraggio di superare i rispettivi dolori, i tre potranno impugnare il destino e ribaltare una storia che sembrava già scritta. Nel nome di un tempo, quello del cuore, che non si compra e non si misura, che ci rende liberi proprio perché non si può fermare.

Recensione: "Diario di una schizofrenica" di Marguerite A. Sechehaye

READING CHALLENGE
N° 65 - Un diario
 
"Il diario di una schizofrenica" è il racconto di una malattia terribile; la schizofrenia vista con gli occhi di chi l'ha vissuta: dal presentarsi dei primi sintomi  allo sprofondare negli abissi più profondi che la mente umana possa toccare.
Il testo risulta diviso in tre parti: una prefazione che fornisce alcune linee guida, il diario vero e proprio e poi una breve spiegazione data dall'analista che ha trattato il caso.
 
La prima parte, scritta da Cesare Musatti, serve a inquadrare brevemente l'approccio psicoanalitico con cui Renée, la paziente, è stata trattata. Vengono fornite a grani linee le nozioni teoriche della psicoanalisi (con i relativi limiti nel trattare il disturbo in questione), alcuni meccanismi psicopatologici riscontrati nel caso e brevi cenni sull'uso della realizzazione simbolica, grazie a cui Renée è stata trattata.
Ovviamente non occupando più di 37 pagine, questa premessa rappresenta solo una infarinatura superficiale, che può essere utile a chi, non conoscendo la materia, voglia capire alcune dinamiche presenti nel diario.
 
La parte centrale del testo, il racconto vero e proprio fatto da Renée, è decisamente la parte che preferisco. È un racconto straziante e bellissimo, pieno di angoscia e umanità.
La donna condivide, con estrema sincerità e schiettezza, il suo percorso all'interno della malattia che l'ha intrappolata fino ad annullarla. "Il diario di una schizofrenica" è il racconto della lotta di Renée contro un disturbo che la allontana ogni giorno di più dalla realtà, dal "bel mondo" che lei ama e da se stessa. È lo sprofondare in un abisso senza fondo che le sottrae tutto: l'amore, la sicurezza, la libertà.

Rubrica: RILEGGIAMOLE INSIEME...

La piccola guardiana di Oche
dei fratelli Grimm
 
 
 

C'era una volta una regina, già vedova da diversi anni, che aveva una bella figlia.
Ed iniziamo subito la fiaba con un tono leggero e carico di speranza; una bambina orfana di padre.
La principessa, che da piccola era stata promessa ad un principe di un regno lontano, raggiunta l'età da marito (età che al momento non è dato conoscere, ma su cui avremmo modo di ritornare) si prepara a lasciare la sua casa per raggiungere il futuro sposo.
E come la prepariamo una principessa che deve arrivare in un regno lontano con una dote da far sembrare bigiotteria i Gioielli della Regina? Le diamo un esercito degno di Attila, re degli Unni? Le affianchiamo dei cavalieri armati fino ai denti e addestrati ad uccidere?
No, le diamo una fantesca (dicesi fantesca una domestica del XIV secolo), dalla reputazione discutibile, e due cavalli per fare il viaggio, specificando che uno dei due, Falada il destriero della principessa, sa parlare (cosa di cui avrà modo di pentirsi più avanti, ma non voglio spoilerare).
E poi le vogliamo spendere due parole sul principe di turno a cui non passa neanche per l'anticamera del cervello di andare a prendere la sua futura sposa, infischiandosene dei potenziali pericoli che la poverina dovrà affrontare?

Rubrica: RILEGGIAMOLE INSIEME...


VIAGGIO TRA LE FIABE

Ve le ricordate le favole che vi raccontavano da bambini? Quelle che iniziavano sempre con C'era una volta... ed erano popolate da principi azzurri e leggiadre principesse, da cavalieri coraggiosi e draghi feroci, da fate madrine e streghe cattive? Erano mondi meravigliosi dove tutto era perfetto e tutti alla fine vivevano per sempre felici e contenti.

Chi di noi non ha sognato, almeno una volta da piccola, di essere una principessa? In quante crescendo ci siamo fatte cullare dall'idea di trovare il famigerato principe azzurro? Ma soprattutto in quante abbiamo sognato di vivere “un amore da favola”?

Ma siamo sicure che erano davvero così belle le nostre favole? Siamo sicure di ricordarcele bene?

Rileggiamole insieme vuole essere un viaggio alla riscoperta delle fiabe più amate, affrontate in modo totalmente nuovo.

Vi ricordate qual'erano le fiabe che amavate farvi leggere da bambini?

Rileggiamole insieme, vi va?