Recensione: “Un sogno gentile” Banana Yoshimoto

Buon inizio settimana a tutti!
Prima di iniziare a parlare  di libri voglio ringraziare tutte per l'affetto con cui avete risposto al mio ultimo post, vi assicuro che l'ho apprezzato veramente tanto. Siete fantastiche! ♥

Ma torniamo al mondo libresco con la recensione di un racconto della Yoshimoto presente nella raccolta Ricordi di un vicolo cieco.

TITOLO Un sogno gentile
AUTORE: Banana Yoshinoto
EDITORE: Feltrinelli
PAGINE: 23
“Avevo la sensazione che proprio quando mi stavo preparando ad affondare in una strada strana e senza uscita, ero stata salvata dalla bontà dell’essere umano, che lavora faticosamente nell’ingranaggio di questo mondo incerto”
Un giorno alla mensa aziendale, Matsuoka invece del solito sceglie di prendere il riso col curry. Un piccolo gesto che le cambierà l'esistenza: quel piatto è stato avvelenato da un collega in cerca di vendetta. Per quanto la giovane redattrice cerchi di tornare ai soliti ritmi, la sua vita è cambiata completamente da quel momento che ha riportato alla superficie insicurezze e ricordi dolorosi, che solo un sogno gentile può, forse, scacciare.


Matsuoka, la protagonista, è una donna normale: lavora in una casa editrice dove è molto apprezzata, ha un fidanzato con cui convive e che ama profondamente e delle amiche premurose con cui passare il tempo.
Una vita come tante che scorre con normalità ed equilibrio che però si infrange quando un incidente mina la salute della donna. Matsuoka finisce in ospedale e, sebbene sopravviva, ne esce debilitata sia fisicamente che psicologicamente. In questa condizione di debolezza, che lei si ostina a negare convinta che basti riprendere la vita di prima per fare come se niente sia successo, riemerge in lei l'ombra di un antico dolore con cui, per guarire, deve fare i conti.

Un sogno gentile è una lunga riflessione che prende il via a causa dell'incidente, ma poi diviene il pretesto per una presa di coscienza più ampia che si traduce con una crescita psicologica ed emotiva della protagonista.
Matsuoka all'inizio prova ad ignorare il disagio fisico che prova dopo il ricovero, allo stesso modo con cui in passato aveva fatto con quello emotivo, ma questa volta diventerà impossibile negare un malessere che diviene via via sempre più evidente. Se sulle prime prova a negare la gravità di ciò che le è successo, in seguito Matsuoka esterna la rabbia data dall'impossibilità di portare avanti la negazione visto la crescente debolezza e le continue domande sull'accaduto fatte da conoscenti e amici, passa così alla depressione che la porta ad accettare il fatto di non essere ancora guarita e aver bisogno di tempo per riprendersi. A questo scopo Matsuoka va a trovare i nonni da cui è stata cresciuta e qui affronta le cause di questo malessere che ha radici più profonde e personali. Confrontarsi con questo vuoto, questo dolore sarà l'unico modo per la donna per liberarsi e andare avanti ed in ciò avrà un ruolo fondamentale un sogno in cui si fondono elementi di paure presenti e dolori passati che fungerà per la protagonista da catarsi.

Come spesso accade con la Yoshimoto i personaggi, o in questo caso il personaggio visto che tutto gira intorno alla protagonista, è caratterizzato magnificamente, soprattutto a livello psicologico. L'autrice infatti riesce bene ad esprimere il modo in cui il trauma che Matsuoka subisce influisca sulla sua vita e i suoi rapporti, così come descrive molto bene il percorso che la ragazza deve fare per elaborarlo.

Con Un sogno gentile  Banana Yoshimoto  riprende il tono etereo e sognante degli altri racconti della raccolta Ricordi di un vicolo cieco, anche se ho trovato questo testo il meno coinvolgente.
L'autrice come suo solito si esprime per sensazioni più che per eventi e difatti, dopo l'incidente iniziale, ci sono pochi avvenimenti salienti che animano la narrazione che è centrata su una riflessione delicata che piano piano porta Matsuoka ad ammettere di non stare bene come crede.
Alla fine dunque questo è un racconto interessante soprattutto per la caratterizzazione della protagonista, ma in cui manca quel tono magico e sognante che caratterizza in altri lavori lo stile di questa autrice.




1 commento:

  1. Guarda, non mi esprimo perché non amo la Yoshimoto e quindi non sarei giusta nel dare il mio giudizio.
    Ti mando un abbraccio!

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