Recensione: "102 chili sull'anima" Francesca Sanzo

Buon pomeriggio Sognatori,
quello di cui vi parlo oggi è un libro che tocca un tema delicato, la cui lettura ho trovato molto bella e coinvolgente.

Questo libro non è un manuale o una guida, non cerca di spiegare metodi, tecniche e trucchi per perdere preso, 102 chili sull'anima è più un diario del percorso fatto dall'autrice nel riconquistare l'equilibro da tempo perduto.


TITOLO: 102 Chili sull'animo. La storia di una donna e della sua muta per uscire dall'obesità
AUTORE: Francesca Sanzo
EDITORE: Giraldi Editore
PAGINE: 128
PREZZO: € 11,00 - ebook € 3,99
Si può decidere di cambiare a qualsiasi età, anche a 40 anni: Francesca Sanzo, autrice e protagonista di questa storia lo fa nel 2013 quando intraprende una dieta per perdere 40 chili e passare dall’essere una persona gravemente obesa a rientrare nel corpo che si sente addosso. Il suo percorso è una vera e propria muta, perché per perdere molti chili bisogna prima di tutto capire perché si è arrivati a indossarne tanti.
Questo libro non è un manuale di dieta ma il racconto di un processo di evoluzione, di una muta per volersi bene, per riflettere su quello che si è inceppato e provare a trovare una strada nuova, anche attraverso la narrazione. Proprio degli “inceppi” della sua vita racconta Francesca, attraverso salti e flashback tra presente e passato: ricerca di un nuovo stile di vita e riflessione su quello che l’ha portata a “mascherarsi” grazie all’obesità. Comprendere che a un certo punto della vita bisogna smettere di lottare ed accogliere la propria “anima nera” ovvero con quella zona profonda di noi che ci spinge ad assumere comportamenti disfunzionali e a farci sentire inadeguati al mondo, è il nocciolo della storia. Il rapporto con il cibo e con la percezione del proprio corpo e del legame tra questo e la mente sono il filo rosso lungo il quale si sviluppa il racconto.
Adolescenza, genitorialità, ricerca di una nuova dimensione professionale: fasi della vita - comuni a molti - che ci mettono alla prova e a volte generano sentimenti e insicurezze.
In questo libro dunque Francesca racconta la sua storia e mettendo a nudo la sua anima ci parla del viaggio che l'ha portata a scontrarsi con tutto il mondo di paure, fragilità e insicurezze che l'avevano portata a pesare 102 chili.
Con molta onestà l'autrice affronta un tema, quello del peso, che è sempre delicato e forse un po' un tabù. Normalmente se pensiamo ai problemi che riguardano il rapporto di una persona con il cibo vengono in mente disturbi come l'anoressia e la bulimia, ma Francesca nel suo libro va oltre le etichette e parla di meccanismi, sensazioni, pensieri che bene o male accomunano tutti.

Questo è l'aspetto che più mi ha catturato nel leggere 102 chili sull'anima, il trattare i chili di troppo (e dunque anche il rapporto con il cibo) come un sintomo di un malessere che deve cercare le sue cause altrove.

Francesca è molto onesta in questa sua analisi, nel ritrovare i fattori esterni che l'hanno spinta a prendere peso, così come le proprie colpe.
Come lei stessa spiega il primo passo per cambiare è riconoscere il problema, cosa che l'autrice ammette di non aver fatto per molto tempo, nascondendosi dietro la percezione alterata di sé, evitando di specchiarsi o di confrontarsi con tutto ciò che poteva portarla a fare i conti con un'immagine che non collimava con quella che aveva in testa.
Allo stesso modo per Francesca è stato fondamentale anche smettere di giustificarsi e di trovare scuse per spiegare l'obesità, ammettere le proprie colpe, le proprie mancanze e tutte quelle fragilità che l'avevano portata al punto in cui era.

Parallelamente al percorso interiore, fatto con l'aiuto di una psicologa, Francesca si avvale anche di una nutrizionista che le insegna a mangiare bene e la sostiene tappa dopo tappa. Tutto ciò, insieme al riprendere a fare attività fisica, la porta ai primi risultati e ogni piccola conquista le dà la forza e l'energia per continuare. Ogni chilo in meno la alleggerisce nel corpo e nello spirito, spronandola ad andare avanti e a fare i conti con tutti quei demoni che l'hanno portata ad ingrassare: dal senso di inadeguatezza, all'insicurezza, alla paura, tutto condensato in una voce, Dexter, che la ammonisce e che Francesca cerca di zittire con il cibo, che come palliativo va a riempire un vuoto, va a saziare una fame che poco centra con l'impulso biologico di nutrirsi.
Infondo chi non ha mai usato il cibo come strumento consolatorio per combattere una delusione, l'insicurezza o la solitudine, evitando così di affrontare il problema?

Alla fine dunque quello che più mi è piaciuto è il messaggio che viene lanciato con questo libro che spinge non tanto al raggiungimento di un obiettivo estetico, ma alla riconquista di un benessere perduto, di un equilibrio più profondo e soprattutto a superare tutto quel muro di pensieri bui in cui si finisce intrappolati per poter poi riprendere a volersi bene.
Cambiare significa cercare di guardare alle cose, a noi, alla nostra vita, da un'altra prospettiva. Cambiare significa esercitare quel pensiero laterale che ci spinge a risolvere i problemi anche quando ci sembrano irrisolvibili.
102 chili sull'anima non è dunque un libro su come perdere chili, non è un manuale di auto aiuto, ma è il racconto di percorso in cui magari rispecchiarsi e che parla di un cambiamento esterno quanto interno, che solo in parte riguarda il cibo e il peso.
Consiglio questa lettura a tutti, non solo a chi ha familiarità con il tema, perché sicuramente è un testo capace di lasciare qualcosa.


2 commenti:

  1. Caspita non lo conoscevo, me lo segno perché sembra davvero interessante! :)

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    1. Penso sia una lettura che vale la pena fare perché affronta un problema delicato in modo diverso dal solito. :)

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