Recensione: "La Battaglia Navale" Marco Malvaldi

Ben tornati a tutti! 

È da un po' che voglio leggere qualcosa di Marco Malvaldi, ma ogni volta mi sono fatta tentare da altri generi. Alla fine ieri mi sono decisa ed in poche ore ho divorato questo racconto.
Ok, lo so, non dite niente. Sarebbe stato più logico iniziare a seguire le indagini del BarLume partendo dal primo libro, ma suvvia ormai mi conoscete, vi sembro una persona logica?


Titolo: La Battaglia navale
Autore: Marco Malvaldi
Editore: Sellerio Editore Palermo
Prezzo:€  13,00 (ebook € 8,99)
Pagine: 121

"Un lavoro d'indagine vero, sul campo, è molto più simile alla battaglia navale. All'inizio spari alla cieca, e non cogli niente, ma è fondamentale che tu ti ricordi dove hai sparato, perché anche il fatto che lì tu non abbia trovato nulla è una informazione". Non lontano dalla casa di Nonno Ampelio, uno dei quattro vecchietti investigatori del BarLume, ci sono i Sassi Amari, il litorale di Pineta. Abbandonato lì, viene trovato il cadavere di una bella ragazza con un particolare tatuaggio. Lei viene presto identificata, dal figlio dell'anziana presso cui lavorava, come la badante ucraina della madre. Le colleghe connazionali si affrettano ad accusare il marito della ragazza, un balordo che la tormentava. E il caso sembra avviato a una veloce conclusione. Tra i Vecchietti serpeggia la delusione. Visto anche che l'indagine è affidata a un altro commissariato, e non all'amica vicequestore, la fidanzata di Massimo il Barrista. Ma è l'ostinazione senile che fornisce alla Squadra Investigativa del BarLume l'intuizione decisiva. E grazie anche all'intermediazione di un altro squinternato, il compagno Mastrapasqua che delle ucraine conosce usi e costumi, il vicequestore Alice Martelli può raddrizzare un'inchiesta cominciata con il piede sbagliato.

Ok, come vi ho detto La battaglia navale fa parte di una serie di racconti gialli che hanno come protagonisti i quattro vecchietti assidui frequentatori del BarLume e il loro Barista, Massimo, uomo cinico ma molto acuto.
Vi tranquillizzo subito dicendo che se come me vi dovesse capitare di leggere questo libro senza aver toccato gli altri, non vi preoccupate. La trama è molto semplice e lineare e le relazioni tra i personaggi, anche se non presentate, non sono difficili da carpire.

Questo giallo gira intorno al ritrovamento del cadavere di una ragazza ukraina lungo la spiaggia, fatto che attira subito l'attenzione dei quattro vecchietti e del barista. Tra piccole incongruenze e ragionamenti alla Sherlock Holmes, la simpatica squadra investigativa arriva presto alla soluzione dell'omicidio svelando che non sempre tutto è come sembra.

Va bene, lo dico subito; questo libro mi è piaciuto tanto. Non tanto per il giallo che, seppur carino, non è particolarmente elaborato o ricco di suspence, ma per il senso dell'umorismo con cui la storia è condita e che in più di un punto ha saputo strapparmi una risata.
Ambientato in toscana, i personaggi spesso e volentieri ne prendono a prestito il dialetto, usando espressioni del linguaggio parlato che, da buona conterranea, mi hanno fatto subito sentire a casa. In più i quattro vecchietti sono una forza della natura e ne sanno una più del diavolo.
Il vero investigatore è però Massimo, il barista, fidanzato del vicequestore Alice, che con i suoi modi bruschi e poco concilianti darà una grande mano nella soluzione del mistero.

Il punto forte di questo racconto sono senza dubbio i dialoghi vivaci e frizzanti che sfruttano appieno il fascino di un linguaggio fiorito e immediato, a cui si aggiunge la simpatia del narratore che non ha paura di interloquire con il lettore e il fascino di un mistero tutto da scoprire.
Sicuramente questa serie di libri sono perfetti da portare sotto l'ombrellone e li consiglio a chiunque voglia avvicinarsi al mondo del giallo con racconti leggeri e poco impegnativi che si sposano benissimo con la bella stagione!

Leggerò sicuramente anche i restanti volumi!


2 commenti:

  1. Ciao Alisya, della serie ho letto "La briscola in cinque", "Il gioco delle tre carte" e "Il re dei giochi", questo mi manca ma conto di proseguire con la serie perchè anch'io amo l'umorismo di Malvaldi, per non parlare dei vecchietti ;-)

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