martedì 17 maggio 2016

Recensione: "Il Miglio Verde" di Stephen King

Non sono una fan di Stephen King. In tutta la vita credo di aver letto un solo libro scritto da lui (più o meno un secolo fa), ma, anche se ben scritto, ho capito che non era il genere giusto per me. Per questo quando, dopo aver visto il film, mi sono resa conto che "Il Miglio Verde" è suo, mi sono incuriosita.
 
Nel penitenziario di Cold Mountain, lungo lo stretto corridoio di celle noto come "Il Miglio verde", i detenuti come lo psicopatico "Billy the Kid" Wharton o il demoniaco Eduard Delacroix aspettano di morire sulla sedia elettrica, sorvegliati a vista dalle guardie. Ma nessuno riesce a decifrare l'enigmatico sguardo di John Coffey, un nero gigantesco condannato a morte per aver violentato e ucciso due bambine. Coffey è un mostro dalle sembianze umane o un essere in qualche modo diverso da tutti gli altri?

 
Una tra le particolarità di questo romanzo è che originariamente è stato pubblicato a puntate su una rivista, come con le opere di Dickens. E in qualche modo questa caratteristica si riflette sulla trama che fin da subito ha il ritmo pacato di un racconto.
In effetti a narrare la storia è Paul Edgecombe, ex capocerbero del Blocco E del carcere di Cold Mountain, adesso ospite di una casa di riposo. L'anno è il 1932 quello in cui nel braccio della morte arriva un detenuto particolare, di aspetto quanto di carattere, John Coffey.
Il personaggio di Coffey è il fulcro centrale della storia, è il motivo per cui Paul inizia il suo racconto eppure per buona parte del libro rimane ai margini della narrazione.  Fin da subito appare come un uomo semplice e di poche parole il cui aspetto, massiccio e imponente, contrasta nettamente con la natura mite e dolce.
Paul ha la sensazione che ci sia qualcosa di diverso in quel detenuto, anche se non capisce cosa. Vede qualcosa nel suo sguardo che gli resta impressa e che lentamente alimentare il dubbio che lo spinge a chiedersi come l'uomo che ha davanti tutti i giorni e ha paura del buio possa essere il mostro descritto dagli atti del processo.
Alla fine Paul troverà le sue risposte, ma solo per rendersi conto che la verità ha il sapore amaro del pregiudizio.
 
Avevo già avuto questa impressione quando lessi il primo libro di King e con adesso ne ho la riprova, lo stile di questo autore è cinematografico. Non mi sembra un caso che molti suoi libri siano diventati film o siano stati adattati per la Tv, anzi in molti casi sembra quasi un'evoluzione naturale.
Anche per "Il Miglio Verde" ho avuto questa sensazione. Avendo prima visto il film e poi letto il libro, mi sono sorpresa nel ritrovare trama e dialoghi quasi inalterati. La pellicola riproduce quasi esattamente la storia così come la si trova nel libro.
 
"Il Miglio Verde" è senza dubbio la storia di Paul Edgecombe e John Coffey, ma è anche un libro che apre la mente mostrando sotto un'ottica nuova la vita in carcere. Pagina dopo pagina King ci fa vedere i detenuti del Blocco E per ciò che sono, uomini che hanno commesso dei crimini, ma che non per questo hanno smesso di essere persone con paure ed emozioni e che come tali devono essere trattate fino a che non vanno a sedersi su Old Sparky. È così che senza accorgertene inizi a provare simpatia, a tratti perfino tenerezza, per quegli uomini indipendentemente dai crimini per cui sono stati condannati.
 
"Il Miglio Verde" è una storia che sa far riflettere ed emozionare. Ci sono parti che sanno strappare un sorriso, come la storia del signor Jingle e altre che fanno un po' storcere il naso e, nel pieno stile di King, ci sono anche parti che ti sanno gelare il sangue come la morte di Delacroix.
Il nome di Stephen King viene spesso associato a un certe genere letterario tanto da che alcuni ignorano l'esistenza di un altro tipo di storie come "Il Miglio Verde" dove emerge tutto il talento di questo scrittore in grado di tratteggiare con sorprendente accuratezza la natura umana.
 
Sono certa che a chi ha amato il film apprezzerà anche il libro che consiglio di leggere, come dice lo stesso autore, un po' per volta senza divorarlo tutto insieme.
 
 
 
Titolo: Il Miglio Verde
Autore: Stephen King
Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 551
Costo: € 11,90
 
 

2 commenti:

  1. Sperodi leggerlo un giorno perché da come ne parli mi sembra bellissimo!!;)

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    1. Non so se hai visto il film, ma se hai amato quello, sono certa che ti piacerà anche il libro. Lo stile di King è davvero unico!

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