Recensione: "Le nostre prime sette volte"e "L'ultimo bacio" B. Marconero

Buon pomeriggio Sognatori!!
oggi vi tengo compagnia con una recensione/sfogo perché... be' quando ci vo', ci vo'.
In realtà non vi parlerò di un solo libro ma della dilogia della Marconero composta da Le nostre prime sette volte e L'ultimo bacio.

Che vi devo dire, sarà il periodo, ma non sono proprio riuscita a farmi piacere i due protagonisti e visto che in qualche modo dovevo sfogarmi eccovi qua il mio sproloquio. :)

TITOLO: Le nostre prime sette volte; L'ultimo bacio
AUTORE: Bianca Marconero
EDITORE: selfpublishing
PAGINE: 374 + 374
Alice Baker è una giovane copywriter, idealista e determinata, con una singolare propensione per i vestiti bizzarri. Alex è l’erede della Francalanza Visconti, la casa editrice leader nei periodici, e ha un gusto impeccabile per i vestiti. Fin dal loro primo incontro, Alex e Alice decidono di non piacersi affatto. Non hanno niente in comune, non approvano lo stile di vita dell’altro, sono totalmente incompatibili. Alice pensa che Alex sia uno snob egocentrico e compiaciuto che gode nel farsi paparazzare con ragazze bellissime. Alex pensa che Alice sia una patetica sognatrice, che colleziona licenziamenti ed è convinto che, nonostante sia bellissima, resterà per sempre fuori dal suo radar. Ma cosa succede se due persone che si sono già escluse a vicenda scoprono di non potere stare l’una senza l’altra? Se scoprono di essere attratti proprio dall’ultima persona al mondo che pensavano di prendere in considerazione? Per quanto tempo si può negare la passione e si può mettere a tacere un desiderio? Si può forse dire al cuore di non impazzire per l’unica persona in grado di toccarlo? Dalle spiagge dell’isola di Capri, alle piste da sci di Cortina d’Ampezzo, passando per Milano e i corridoi delle vivaci redazioni di «Lollipop» e «Power Player», Alex e Alice si raccontano attraverso le loro prime sette volte. Sette strade diverse per entrare in collisione o separarsi per sempre. Una storia sulla ricerca dell’anima gemella e sulle sorprese del cuore. Perché le persone più sbagliate per noi possono farlo battere per il motivo giusto.

Le nostre prime sette volte è un libro che mi ha lasciato delusa e amareggiata. Sicuramente quando prendo in mano un romance mi aspetto molte cose ma non il genere di storia d'amore che si sviluppa tra Alex, erede di una delle più prestigiose case editrici italiane, e Alice, giovane disoccupata che si ritrova a lavorare per lui.

In generale adoro le storie ambientate sul posto di lavoro e trovo che in un romance le relazioni amore-odio funzionino, aggiungendo pepe al solito romanticismo e arricchendolo di battute pungenti e piccoli scontri stimolanti, ma non è questo il caso.
Infatti se da un lato lo stile della Marconero mi è piaciuto e ho trovato l'impronta data alla storia accattivante, dall'altro il rapporto tra i due protagonisti mi è diventato presto insopportabile.
Se all'inizio l'incompatibilità e gli screzi tra i protagonisti sono divertenti e intriganti, più andavo avanti con la lettura, più Alex e Alice non mi piacevano e non perché i personaggi non siano ben costruiti, il fatto è che insieme non funzionano, scoppiano ancor prima di mettersi insieme.

La loro storia risente senza dubbio di una forte attrazione, ma le dinamiche tra i personaggi sono basate su odio e ripicche, su cose nascoste e mai confessate, su atteggiamenti sbagliati e mancanze in alcuni casi veramente pesanti. Per citare un esempio basta pensare al modo in cui Alex si è comportato a Capri, quando uno dei suoi "amici-clienti" arriva a molestare fisicamente Alice e lui non solo non le dà ragione, ma la sbraita contro per non essersi comportata bene.
E niente, non si fa. Non si fa e basta e non c'è giustificazione che tenga o renda un comportamento del genere accettabile.
Vedere dietro dinamiche di questo tipo una storia d'amore è diventato, mano a mano che la vicenda andava avanti, sempre più difficile e ad un certo punto ho iniziato a pensare che l'unico lieto fine auspicabile fosse che i due protagonisti prendessero ognuno la propria strada.

Non c'è amore, attrazione o passione che tenga, perché niente può giustificare le umiliazioni che Alice deve subire. Non che lei sia da meno, intendiamoci.
In breve se Alessandro è egoista, egocentrico, superficiale, vendicativo e possessivo, Alice è rigida, intransigente, piena di pregiudizi, ma soprattutto è spaventosamente ottusa, vede e sente solo ciò che le fa comodo. Alla fine dei conti sembra di veder interagire due bambini dell'asilo che si mostrano "affetto" facendosi i dispetti, solo che qui si supera il limite. C'è un confine sottile tra stuzzicare e indispettire e fare del male, e loro si fanno indubbiamente del male, e cosa peggiore lo fanno deliberatamente.

Arrivata al finale ero veramente stanca di tutti e due e molto molto amareggiata dalla loro storia, ed è solo la speranza che nel seguito le cose potessero migliorare ad avermi spinto a continuare la lettura. Anche perché sinceramente se mi fossi fermata, dubito che avrei mai ripreso questa dilogia.

Ne L'ultimo bacio la trama riprende da dove si era interrotta e tempo poche pagine sembra innescarsi di nuovo lo schema di tira e molla lavorativo de Le nostre prime sette volte, infatti Alice torna a lavorare per Alessandro, anche se stavolta qualcosa cambia.

Alessandro, venuto a patti con ciò che prova per la donna, perde come d'incanto tutti quei tratti che nel primo capitolo lo avevano spinto a farle cose veramente meschine e per quanto abbia apprezzato il cambiamento, direi che è avvenuto troppo tardi e allo stesso tempo troppo velocemente.
Alice invece è sempre la stessa e fino alla fine non perde quello che è il suo tratto peculiare, ovvero il non parlare mai con Alessandro dei loro problemi, quando si trovano nei casini lei se ne va e basta, senza dare spiegazioni, incurante di ciò che prova lui o del male che può fare.
Sarà che ormai ero prevenuta verso questi personaggi e stanca della loro storia, ma di sicuro L'ultimo bacio non è riuscito a riscattare nessuno dei due, anche se è Alice ad avermi indispettito di più. L'ho trovata ottusa, egoista, rancorosa e infantile.

Inoltre, se nell'altro libro c'era comunque un tono ironico e sarcastico ad animare la narrazione, qui le cose si fanno più serie, i dialoghi sono più lenti, ma soprattutto sulla vicenda grava una cappa di dolore e disperazione che rende la lettura pesante.

Alla fine per quanto la conclusione della storia sia dolce, non è riuscita a farmi cambiare idea su Alex e Alice, la loro coppia non funziona o forse l'amarezza che mi hanno trasmesso è veramente troppa per poterci credere.

Ribadisco il grande pro di questa dilogia, ovvero lo stile della Marconero che indubbiamente cattura e sa sollecitare emozioni anche importanti verso la storia e i suoi personaggi. Tuttavia per quanto abbia voglia di leggere altro scritto da lei, sono ben determinata ad evitare ogni romanzo che graviti attorno al mondo di Alex e Alice, tanta è l'avversione che i due mi hanno suscitato.


2 commenti:

  1. Ciao Alisya, non ho letto nulla di quest'autrice, anche se ne ho sentito parlare bene, però al momento i romance con il clichè amore/odio mi hanno un po' stufata quindi per il momento mi butto su altro ;-)

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    1. Io ultimamente alterno rosa e fantasy, ma con questi romanzi non ho avuto fortuna. :)

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