giovedì 24 novembre 2016

Recensione: "Mangia Prega Ama" di Elisabeth Gilbert

READING CHALLENGE
Libro N° 24 - Un libro che avrei voluto leggere nel 2015
 
Chi mi segue sa di cosa parlo quando dico che il tempismo con cui ho deciso di iniziare questo libro è stato pessimo. Tra problemi ed impegni ho trascinato la lettura per ben 2 settimane, cosa che raramente mi capita (almeno con i libri che mi piacciono). Il risultato è stato disastroso. Nonostante il libro mi sia piaciuto, la lettura a singhiozzo non me l'ha fatto godere come avrei potuto.
 
L’amore, la stabilità un buon lavoro. A trent’anni Elizabeth Gilbert ha già tutto questo, ma una notte si ritrova a singhiozzare sul pavimento, con una sola certezza: “Non voglio più questa vita perfetta”. Un’atroce consapevolezza che trascinerà Liz in uno spericolato viaggio fuori e dentro di sè, prima a Roma, per riscoprire il piacere della tavola e dell’amicizia; poi in India, a immergersi nella preghiera; e infine a Bali, a lasciarsi guidare da nuovi desideri e speranze

A voler essere sincera quello che mi ha frenata dal prendere Mangia Prega Ama in mano lo scorso anno è stato la paura che fosse uno di quei libri da doppia P (palloso e pesante). Dopo dieci righe ho capito che mi sbagliavo!
 
Rincuorata mi sono buttata a capofitto nella lettura, spazzolando velocemente tutta la parte sul nostro Bel Paese. Sì, perché Elisabeth ci parla del viaggio alla riscoperta di se stessa suddividendolo in tre tappe perfettamente riassunte nel titolo e ognuna delle quali svolge in un paese diverso (Italia, India e Indonesia).
Facciamo un gioco e vediamo se indovinate a quale parola si associa l'Italia? Chissà, chissà...^_^
 
Lo stile irriverente, spiritoso, positivo della Gilbert ha fatto sì che le pagine volassero via, una risata dietro l'altra, alternando situazioni imbarazzanti alla Bridget Jones, a momenti seri e drammatici. Nonostante tratti anche di situazioni serie e dolorose (la fine del matrimonio, la crisi personale, la fine di una nuova distrazione), l'autrice non perde mai il suo stile ironico che le rende possibile parlare anche dei momenti più bui con positività, senza pesantezze.
Questo è uno dei tratti che più ho adorato del libro, il riuscire a parlare di un percorso importante, difficile e a volte sofferto con la leggerezza di chi, col senno di poi, guardandosi indietro vede nei momenti peggiori, la chiave di svolta che ha portato ad un grande cambiamento.
 
Come stavo dicendo però io ho letto di slancio solo i primi 36 capitoli (adorando ogni parola non solo perché mi sembrava di ascoltare il racconto di un'amica, ma anche perché è piacevole vedere il nostro paese con gli occhi di un estraneo e sentirne parlare ugualmente con tanto amore).
A fermarmi è intervenuta la realtà con i suoi mille casini, per cui sono passata a leggere Mangia Prega Ama nel poco tempo che mi restava prima di andare a letto, quando ero così intontita da non ricordare come mi chiamassi. Inutile dirvi che questo ha influenzato la lettura. Per quanto piacevole, questo libro non è una lettura leggera, sia per i contenuti (si parla pur sempre di un viaggio esistenziale) che per la forma.
Elisabeth nomina tante persone, tanti luoghi, fa riferimento ad un tipo di cultura che non mi è familiare e seguire tutto non è semplice. L'unico personaggio di cui ricordo il nome, tra i tanti nominati, è Richard il Texano (e solo Dio sa perché).
 
Questa seconda parte è quella che ho trascinato più allungo, perché richiede un'attenzione di cui non ero capace in quel momento. Ciò nonostante credo di aver colto il senso profondo del testo, quanto al resto ci tornerò con più tranquillità più avanti.
Il racconto di Elisabeth, tolte tutte le complicazioni, è chiaro: tutto parte da un profondo senso di insoddisfazione e infelicità che la porta una notte a rintanarsi nel suo bagno in lacrime, sopraffatta dal dolore, implorando l'aiuto di qualsiasi divinità in ascolto. Sorprendentemente la richiesta viene ascoltata anche se non è un dio a risponderle, ma una voce che le viene da dentro, da una parte molto profonda di sé. Sarà questa natura nascosta a darle la forza e il coraggio necessario per rompere gli schemi e liberarsi di una vita che non le appartiene, per fare un viaggio alla ricerca di se stessa e della pace. Elisabeth visita l'Italia per esplorare il piacere, l'India per riscoprire la preghiera e l'Indonesia per ritrovare desideri e sentimenti che credeva perduti. In questo viaggio la donna dovrà mettersi in gioco, affrontare ansie e paure, combattere i propri demoni e fare i conti con i propri limiti, per riscoprire la sua voce, quella vera, che si nasconde dietro tutto e che le insegna ad accettarsi per come è.
 
Ci vuole coraggio a fare ciò che ha fatto la Gilbert, coraggio per lasciare una vita piena di sicurezze (per quanto infelici) e lanciarsi verso l'ignoto, ma soprattutto coraggio per raccontarlo al mondo a cuore aperto senza censure.
 
Mangia Prega Ama è sicuramente un libro che vale la pena leggere, ma che richiede attenzione e tempo. Nel suo stile la Gilbert sa unire magnificamente la leggerezza di uno stile irriverente e autoironico ad un contenuto importante che tratta un percorso di vita e che sicuramente offre molti spunti di riflessione insegnandoci che la chiave per essere felici è imparare prima di tutto ad amare noi stessi.
 

 
 
Titolo: Mangia Prega Ama
Autore: Elisabeth Gilbert
Editore: Rizzoli
Pagine: 298
Prezzo: ebook prestito MLOL

2 commenti:

  1. Come ti capisco.. la lettura a singhiozzo di un libro che mi piace è tremenda! Questo non l'ho letto ma mi ha sempre incuriosita quindi penso che lo leggerò prima o poi ❤️

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    1. È molto carino e l'autrice non può non rimanere simpatica. L'unico problema è che adesso ho paura di vedere il film! :0

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