martedì 27 giugno 2017

Recensione: "Follia" di Patrick Mcgrath

CONSIGLI LIBROSI CHALLENGE
Consiglio di Francesca Marchesin
Eccomi di nuovo qua con un titolo pescato dai Consigli Librosi, la lista di libri creata grazie ai vostri consigli ad inizio anno.
Questa volta devo ringraziare Francesca Marchesin per avermi fatto conoscere un autore di cui fino ad ora non ho letto niente, Patrick Mcgrath.
 
 
Una grande storia di amore e morte e della perversione dell'occhio clinico che la osserva. Dall'interno di un tetro manicomio criminale vittoriano uno psichiatra comincia a esporre il caso clinico più perturbante della sua carriera: la passione tra Stella Raphael, moglie di un altro psichiatra, e Edgar Stark, artista detenuto per uxoricidio. Alla fine del libro ci si troverà a decidere se la "follia" che percorre il libro è solo nell'amour fou vissuto dai protagonisti o anche nell'occhio clinico che ce lo racconta.


 
Follia è la storia di un'ossessione, il racconto di una passione malsana che brucia fino a consumare chi ne è investito. Usando il punto di vista uno dei personaggi, Peter, psichiatra della clinica che fa da sfondo alla vicenda, l'autore racconta la relazione passionale e travolgente tra la moglie del direttore, Stella, ed uno dei pazienti, Edgar Stark.
 
La lettura di questo libro è senza dubbio intrigante, un viaggio nella psiche dei personaggi che, in un modo o nell'altro, hanno un ruolo nella follia raccontata. Dal marito, allo stesso Peter, tutti danno infatti il loro contributo.
 
Una delle cose che più mi ha colpita di Follia è il contrasto tra la storia raccontata, una relazione fatta di sesso e degradazione, e il tono asciutto, a tratti asettico, del narratore che, nei panni dello psichiatra, lo presenta come un caso clinico.
Tuttavia allo stesso tempo è proprio la scelta di affidare il racconto ad un dottore a svelarne la natura fittizia, in quanto si capisce che le parole di Peter non sono quelle di un vero psichiatra. Non so come spiegarvi questa sensazione, però è stata una cosa abbastanza netta fin dalle prime pagine.
 
Vi ricordate qualche settimana fa quando vi ho parlato di Molte vite un solo amore e vi ho detto che credendolo un'opera di fantasia sono rimasta colpita dalla veridicità del tono dello psichiatra che faceva da narratore (salvo poi capire che il libro raccontava una storia vera)? Ecco, come lì si avverte la presenza di qualcuno che fa quel lavoro, qui se ne sente l'assenza. La scelta del lessico, il modo stesso in cui il caso viene presentato rendono questo aspetto piuttosto evidente, facendo perdere, almeno per me, parte del fascino alla storia.
 
Inoltre il fatto di non credere al narratore ha rotto parte del patto narrativo che sta alla base della lettura, rendendomi difficile credere e farmi trasportare dalla vicenda narrata. Sicuramente da Follia mi aspettavo una storia sconvolgente, un viaggio nella psiche che mi lasciasse senza parole, cosa che purtroppo non ho trovato.
 
A parte questa piccola nota che penso sia più dovuto alla mia dimestichezza nel settore che ad altro, trovo che lo stile di Mcgrath, fluido ed elegante, sia capace di catturare l'attenzione del lettore, rendendo la lettura estremamente piacevole.
Anche se questo libro non mi ha colpita come speravo, proverò a leggere qualche altro titolo di questo autore.
 
***
3 di 5
 
Titolo: Follia
Autore: Patrick Mcgrath
Editore: Adelphi
Pagine: 298
 

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