lunedì 5 giugno 2017

Recensione: Trilogia del Tearling di Erika Johansen

Buon lunedì cari lettori,
mettetevi comodi perché questa sarà una recensione moooolto luuuuunga.
Come spesso mi capita ho letto la saga della Johansen tutta insieme, iniziandola con grande entusiasmo. Cover e trama promettevano una storia insolita e dotata di grande fascino e poi vogliamo parlare dell'edizione particolarissima?
Tuttavia la trilogia del Tearling si è rivelata molto diversa da quello che mi aspettavo e, se vi va di seguirmi, mi andrebbe di parlarne un po' con voi.



Pur essendo rimasta delusa da questi romanzi, non posso bocciare in toto la trilogia perché ci sono molte cose che mi sono piaciute da morire.
 
Prima tra tutte l'originalità. La trilogia del Tearling è un mix stupefacente di fantasy distopico e mondo medioevale e ciò sicuramente conferisce alla storia un'identità ben definita rispetto ad altri romanzi dello stesso genere. In più il modo in cui questi due aspetti sono uniti è intriso di mistero che non guasta mai.
Inizialmente il fatto che contenesse illustrazioni mi ha fatto credere che la saga della Johansen fosse una storia per ragazzi, quindi non mi aspettavo niente di troppo incisivo. Invece la storia ricorda per l'atmosfera Il Trono di Spade essendo un fantasy dalle atmosfere cupe che non risparmia scene cruente come esecuzioni, assassini, stupri, pedofilia ecc...emblemi perfetti del mondo corrotto e in rovina in cui la storia è ambientata.
 
Anche la decisione di dare alla narrazione un taglio dark è un elemento distintivo degno di nota. Non solo le ambientazioni, ma anche per i personaggi hanno in qualche modo qualcosa di tetro.
Tra quelli che mi hanno colpita di più ci sono Kelsea, la regina del Tearling, e Mazza Chiodata, suo fiato braccio destro. 
A volerla dire tutta non ho amato particolarmente la protagonista, ma ne ho apprezzato la caratterizzazione. Per una volta non abbiamo a che fare con la solita Wonder Woman, dalla silhouette perfetta capace di fare tutto senza commettere errori. Kelsea è molto umana, ma soprattutto col progredire della storia rivela un lato oscuro che abbraccia senza troppi problemi. Troviamo quindi un'eroina che è buona e cattiva, fatta di luce e ombre.
Il personaggio però che ho preferito in assoluto è Mazza Chiodata, figura misteriosa e dal passato problematico, che considero il vero cuore del romanzo. Il suo rapporto con la Regina è davvero molto bello ed è forse il legame più forte che si trova in tutta la trilogia.
 
Altro elemento lodevole è la trama ricca di riferimenti storici e di personaggi che è completata da un'edizione particolare che si sposa perfettamente con il contenuto.
Prendendo in mano un qualsiasi volume di questa saga non si può non apprezzarne la fattura. La carta spessa e porosa rende la lettura un'esperienza multi sensoriale, aggiungendo il piacere nel toccare e sfogliare le pagine a quello della semplice lettura. Oltre a questo l'idea di dare alle pagine un aspetto invecchiato e un taglio irregolare sono tutti elementi che mi hanno fatto davvero apprezzare il cartaceo che, almeno in questo caso, credo sia assolutamente da preferire all'ebook.
 
Veniamo ora alle note dolenti e partiamo da quelle puramente estetiche. Giacché vi ho appena detto cosa ho amato di questi libri, ora vi dico cosa non mi è piaciuto.
 
Posso sembrare venale, ma inizierei dal prezzo. 19 € per un libro sono tanti, soprattutto quando i volumi presentano evidenti imperfezioni. Nel testo ci sono molti refusi e alcuni errori che sinceramente mi hanno molto infastidita. Sono disposta a spendere tanto per un libro, però poi mi aspetto che questo sia all'altezza. Qui invece ci sono pagine tagliate male (si vede la carta bianca priva della stampa effetto invecchiato)e parole sbiadite o mal stampate non sempre leggibili.
 
Un altra cosa "fisica" che non mi è piaciuta è la mappa.
Io adoro i libri con gli inserti che siano documenti o mappe, ma mi aspetto che questi siano utili al lettore.
Vi faccio un esempio sciocco, ma nel Il Signore degli Anelli c'è una mappa su cui io ho tracciato il percorso dei vari personaggi dalla Contea fino a Mordor e ho adorato alla follia poterlo fare. Quando si nominavano posti aprivo la mappa per averli sotto gli occhi, seguivo le strade, studiavo il territorio... insomma una cosa del genere fa diventare la lettura un processo interattivo che mi ha coinvolta a tutt'altro livello.
Spesso invece le mappe sono semplici illustrazioni che non servono a niente e purtroppo questo caso non fa eccezione. La cartina, fornita con il primo libro e riproposta negli altri due, permette al lettore di farsi un'idea sommaria del Tearling, ma alla fine non aggiunge niente. Non essendo accurata non è consultabile, non si può seguire il viaggio di Kelsea fino alla fortezza, non si può seguire lo spostamento dell'esercito Mort, non si può seguire la strada fino a Demesne ecc... se ne può avere un'idea sommaria ma niente di più. Senza contare che molti luoghi citati non sono neanche riportati.
 
Infine, ma questa è veramente una piccola nota personale, non mi ha fatto impazzire il fatto che nei tre libri le illustrazioni sono state fatte da tre persone diverse. Anche non essendo un'esperta si vede bene che lo stile cambia e questo in qualche modo da meno continuità alla storia.
 
Ora però entriamo in merito al contenuto.
Il primo grande limite che ho trovato nel leggere la trilogia del Tearling è il fatto che, nonostante una trama ricca di intrighi politici, sotterfugi, misteri e magia, ho fatto una fatica incredibile a leggerla. Non era la curiosità a spingermi ad andare avanti o il desiderio di sapere come sarebbe andata infinite, ma la scelta di volerla finire nel più breve tempo possibile per poter passare ad altro.
Forse sarò una voce fuori dal coro perché so che in molti hanno amato il mondo di Tearling, ma io ne sono rimasta delusa. Lo stile dell'autrice è fin troppo descrittivo e alla fine manca di incisività e di azione.
Fin dal primo volume, The Queen of the Tearling, la storia procede in modo lento e confusionario e, soprattutto all'inizio, non è facile capire il mondo in cui i personaggi si muovono.
Alla fine del primo libro in particolare non ci sono state spiegazioni neanche superficiali rispetto a elementi fondamentali come il Passaggio. Vero che in seguito viene spiegato, ma il lettore dovrebbe essere invogliato a continuare a proseguire magari con mezze verità o spiegazioni fuorvianti, ma la totale assenza di punti di riferimento invece di creare mistero e suspance (come credo fosse nelle intenzione dell'autrice) crea solo tanta confusione.
Avendo già tutti e tre i volumi disponibili alla fine non è stato un grande problema per me, ma se avessi dovuto aspettare mesi tra un libro e l'altro probabilmente non l'avrei mai continuata.
 
Se The Queen of Tearling è molto introduttivo, nel secondo, The Invasion of the Tearling, c'è un po' più d'azione. La storia entra nel vivo e si iniziano ad avere alcune risposte sulla storia del Passaggio e i gioielli della Regina, eppure allo stesso tempo manca qualcosa, perché nonostante il titolo, nel libro non c'è nessuna vera invasione. O almeno non come mi immagino io un'invasione in epoca medioevale dato che non si arriva mai ad uno scontro vero e proprio tra le due fazioni, e intendo proprio mai (e anche quando succede se ne descrivono gli effetti, ma non si assiste all'azione).
Per una trilogia ambientata in tempo di guerra non è una mancanza da poco.
 
E veniamo al terzo e ultimo capitolo, The Fate of the Tearling, dove il merito più grande è stato quello di permetterci di capire la Regina Rossa.
Essendo lei la cattiva della storia, in questo libro la conosciamo sotto una luce nuova che ci permette di inquadrarla in modo più completo. Certo, niente di ciò che ci viene svelato la giustifica e ne sconvolge la natura, ma come Kelsea non è completamente buona, anche la sua antagonista non è totalmente malvagia.
Nonostante rapimenti, rivolte e fughe però il ritmo complessivo anche qui non migliora fino ad arrivare ad un finale che sinceramente non mi è piaciuto affatto, visto che rende le precedenti 1200 pagine lette assolutamente inutili.
Non faccio spoiler però ci sono altri modi in cui la stessa soluzione poteva essere presentata o si poteva semplicemente lasciare che la vicenda progredisse verso la sua fine naturale, per quanto cupa potesse essere (alternativa che avrei trovato molto più interessante e più in linea con l'atmosfera dark che definisce la narrazione).

Sapete che odio i finali caduti dal cielo e che come per magia risolvono problemi che sono letteralmente senza soluzione. Dopo 1.200 pagine l'ho gradito ancora meno, senza contare che tutta la storia dell'ombra e le ostilità con il Santo Padre non trovano soluzione, anzi non vengono neanche affrontate. Tutto si cancella con un colpo di spugna. Si passa dal concetto di conoscere il passato è l'unico modo per cambiare il futuro (concetto ripetuto più e più volte dal Kelsea durante tutta la trama) ad una soluzione che fa l'esatto opposto e lascia un senso di sconfitta.
 
Come ho già detto all'inizio di questo sproloquio infinito, la trilogia del Tearling ha molti punti forti: un'eroina anticonvenzionale, un cattivo non così cattivo, un super ladro che Arsenio Lupin spostate, una chiesa corrotta e delle dinamiche piene di fascino. Nonostante tutto questo però la storia ha anche dei grossi limiti tra cui la lentezza della narrazione e un finale che ha dato il definitivo colpo di grazia a una lettura che arranca fin dall'inizio.
 
Sono stata troppo cattiva? Fatemi sapere cosa ne pensate. Sono davvero curiosa di sapere se sono l'unica ad aver avuto queste impressioni.

**
2 su 5
 
Titolo: The Queen of the Tearling, The Invasione of the Tearling, The Fate of the Tearling
Autore: Erika Johansen
Editore: Multiplayer edizioni
Pagine: 387 + 455 + 439

2 commenti:

  1. Questa serie non mi ha mai ispirata fin dal principio. Nonostante tutti ne decantassero le lodi e l'edizione figa - almeno in apparenza, date le tue parole - potesse giustificarne il prezzo, non mi ha mai convinta del tutto. Tuttavia, devo ammettere, che la tua recensione mi ha incuriosita più di tutte quelle che ne hanno parlato bene. So per certo che la biblioteca del mio paese ha il primo, credo proprio che lo ordinerò.

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    1. A me incuriosiva tanto, peccato non mi abbia preso. Se lo leggi poi fammi sapere che impressione ti lascia!😘

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