lunedì 10 aprile 2017

Recensione: "Il giardino dei nuovi indizi" di Nora Roberts

Adesso vi dico una cosa scema, ma scema sul serio. Sapete quando ho letto il nel titolo il nome Boonsboro Hotel cosa mi è venuto in mente? Bunbury, l'amico immaginario che usa Algernon ne L'importanza di chiamarsi il Ernesto. Perché vi chiederete. Non ne ho la più pallida idea, i percorsi delle menti sono oscuri e tortuosi.

Lo storico albergo di Boonsboro, nel Maryland, ha visto succedersi guerre e momenti di pace, periodi prosperi e tempi difficili, ha cambiato gestione in diverse occasioni e si è persino vociferato che fosse infestato dai fantasmi. E ora nuovi cambiamenti sono in vista. Non solo i fratelli Montgomery e la loro eccentrica madre sono decisi a ristrutturarlo, ma il nuovo progetto coinvolgerà le vite di molti. Un'ondata di sorprese travolgerà l'intera cittadina, e quando un tocco di rosa si affaccia all'orizzonte, portando una ventata di novità, nessuno dei tre fratelli verrà risparmiato. Ma c'è un altro progetto in cui Beckett Montgomery si è gettato a capofitto: fare innamorare la donna che sta aspettando di baciare da quando aveva quindici anni...


Il giardino dei nuovi inizi è il primo di una trilogia di romanzi rosa autoconclusivi che seguono le vicende di fratelli Montgomery: Beckett, Owen e Ryan, sullo sfondo del suggestivo Boonsboro Inn.
Impegnati nella ristrutturazione dell'albergo, questo primo capitolo segue la vicenda di Beckett e della nascita della sua storia con Claire, la ragazza di cui è cotto fin dal liceo, adesso vedova e madre di tre figli.
 
Se devo essere proprio sincera non posso dire che questo libro sia riuscito a conquistarmi o a farmi battere il cuore all'impazzata. Però non posso neanche dire di averlo detestato. Diciamo che Il giardino dei nuovi inizi si trova in una zona grigia di le letture carine e piacevoli che però non mi hanno emozionata.
 
Di questo romanzo ho apprezzato molte cose, prime fra tutte la semplicità. Il giardino dei nuovo inizi è l'esempio perfetto di romanzo rosa, centrato su una storia d'amore e ambientato in un contesto per molti versi idilliaco. La trama procede in maniera lineare senza grandi punti salienti, raccontando un amore molto dolce e romantico.
Ho apprezzato molto il modo in cui sono stati costruiti i protagonisti che per una volta, pur rientrando nei propri ruoli, non ricalcano gli stereotipi di genere. Beckett e Clare sono infatti due adulti e, anche se hanno tra i 20 ei 30 anni, sono entrambi professionalmente realizzati e maturi.
Claire alle spalle ha una storia difficile in quanto suo marito è morto in guerra lasciandola sola con due figli piccoli e uno in arrivo. Per iniziare da capo decide di tornare a Boonsboro dove apre una libreria.
Beckett invece lavora insieme ai fratelli, costruendo e restaurando edifici. L'ultimo progetto che li coinvolge riguarda la ristrutturazione del hotel storico della città, le cui vicende si legheranno a quelle dei personaggi.
Beckett ricalca bene il ruolo del principe azzurro, mostrando però al contempo insicurezze e ansie soprattutto nel rapporto con Clare. E lei allo stesso modo è sì una damigella che si ritrova ad affrontare un pericolo, ma è anche una donna forte e determinata, molto gelosa della proprio indipendenza.
 
Un'altra cosa che mi è piaciuta molto de Il giardino dei nuovi inizi è il ruolo centrale dato ai legami familiari, che si palesano soprattutto nel rapporto di Beckett con i fratelli e in quello di Clare con i figli. Questo dà una connotazione molto più dolce alla storia (una dolcezza che va oltre la relazione tra i protagonisti).
Sicuramente però l'aspetto che più mi ha colpito è quello paranormale. Io ho adorato il personaggio di Elisabeth, o come la chiama Beckett Liz, il fantasma che abita nell'hotel in costruzione e che, pur essendo presente, rimane sullo sfondo. Non so perché ma è lei a dare a questo libro un qualcosa in più, la sua presenza si fonde alla perfezione nella storia e la arricchisce. Pe questo spero di ritrovarla anche negli altri due volumi!
 
In definitiva lo stile della Roberts è piacevole, ma soprattutto capace di descrivere bene le relazioni in tutte le loro piccolo sottigliezze. Tuttavia devo ammettere che le continue descrizioni dei lavori di restauro, con minuzie di disign, materiali e stile alla fine risultano ridondanti e rallentano la lettura, pur capendone il ruolo centrale sia per la storia che in relazione al lavoro di Beckett.
 
Nel complesso quindi credo che Il giardino dei nuovo inizi, sia un buon libro, una lettura romantica e piacevole con un pizzico di sovrannaturale che non guasta.
Tre stelline solo perché non ha saputo conquistarmi.
 
***
3/5
 
Titolo: Il giardino dei nuovi inizi. Boonsboro Hoter #1
Autore: Nora Roberts
Editore: Leggereditore
Pagine: 255
 

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