domenica 5 marzo 2017

Recensione: "Un meraviglioso imprevisto" di Aurora Rose Reynolds

Questa settimana mi sono buttata a capofitto nella lettura di romanzi rosa, sarà l'effetto postumo di San Valentino? Mah, in ogni caso mi sono passati tra le mani in tre libri assai diversi: uno mi ha catturata dalla prima pagina, il secondo mi ha fatto storcere il naso, mentre l'ultimo era una via di mezzo tra i due.
Un meraviglioso imprevisto purtroppo è il titolo che tra tutti mi ha convinta meno.
 
November ha venticinque anni e sta iniziando una nuova vita. Finalmente è riuscita a lasciarsi alle spalle la Grande Mela e i brutti ricordi per trasferirsi in un tranquillo paesino del Tennessee, dal padre che non ha mai conosciuto. Ora lavora insieme a lui: tiene in ordine i libri contabili del suo strip club, anche se le è vietato l'ingresso durante l'orario di apertura. L'unica volta in cui November infrange la regola si ritrova di fronte Asher Mayson. Sembra il ragazzo perfetto, almeno finché non apre bocca e inizia a fare l'arrogante. November non vorrebbe avere niente a che fare con lui, ma purtroppo il destino ha altri piani. Asher Mayson non ha mai avuto problemi a conquistare una donna, finché non ha incontrato November. Ora non riesce a pensare ad altro che a lei: deve farla sua e tenerla per sempre al sicuro...

 
Non so se aver iniziato questo libro dopo quello che mi era piaciuto tantissimo ha un po' viziato l'effetto, ma fatto sta che dopo poche pagine ho letteralmente sbuffato infastidita (e, lasciatemelo dire, non è mai un buon segno quando succede).
La storia non è niente di speciale, ma nei romance la cosa è normale. Neanche il libro che ho adorato ha una trama che brilla per originalità, però stile e personaggi compensa, cosa che qui non avviene.
 
La protagonista femminile è November, una ragazza che dopo essere sopravvissuta ad una aggressione nella Grande Mela, decide di lasciare la città e andare a vivere con il padre sperando così di ritrovare pace e sicurezza. Quello che troverà però è Asher e November, nonostante provi a sottrarsi, non potrà ignorare il fascino che l'uomo esercita su di lei fin dal primo incontro.
 
La prima cosa che proprio non mi è  piaciuto di Un meraviglioso imprevisto è lo stile con cui è scritto. Il libro è narrato attraverso la prima persona da November che però più che raccogliere i pensieri e le emozioni della ragazza, sembra un lungo monologo con il lettore. Non è un racconto, ma una cronaca minuto per minuto di cosa succede, salvo poi riassumere grandi lassi temporali meno importanti in poche righe (non so se riesco a spiegarmi bene).
Nel testo si trovano infatti soventi digressioni con cui uno dei protagonisti racconta ciò che l'altro ha vissuto in capitoli interi o un elenco della spesa dei giorni non narrati (letteralmente ci sono parti in ci scrive Lunedì ho fatto questo, Martedì quest'altro...).
In questo caso neanche l'aver usato il doppio punto di vista serve a vivacizzare la narrazione. Se a ciò si aggiunge un linguaggio non troppo entusiasmante (non so se la colpa sia della traduzione), dei dialoghi poco credibili e dei refusi che infastidiscono non poco, il quadro è piuttosto scoraggiante.

La relazione che si sviluppa tra Asher e November, come spesso accade, nasce dal nulla e si sviluppa in pochissime righe. Al secondo incontro lui ha già deciso che lei è la donna della sua vita e vi assicuro che le basi non ci sono visto che all'inizio l'ha scambiata per una spogliarellista che se la faceva con il capo.
Un'altra cosa che non mi è piaciuta affatto è la continua descrizione degli outfit. Forse qui sono io, ma davvero non sopporto quando i libri si trasformano in cronache di sfilate di moda solo per descrivere cosa indossa un personaggio. Mi sta bene se il vestito è particolare o è un'occasione particolare, ma è ridondante sapere cosa indossano November e Asher ogni giorno, soprattutto considerando che portano sempre le stesse cose.
 
La parte che avrebbe dovuto aggiungere tensione alla storia, quella che spinge November via da New York verso un padre che ha appena conosciuto, alla fine risulta di una banalità enorme, tant'è che il colpevole è chiaro quasi subito e diventa palese verso metà.
 
Veniamo infine ai personaggi che sono scontatissimi e non aggiungo niente alla storia. Lui è il tipico maschio alfa (sia nell'aspetto che nel comportamento), per cui prende subito (e intendo proprio subito) in mano la relazione. È lui a decidere, sempre. November, tipica damigella bisognosa di aiuto e protezione, finge di tenergli testa, opporsi, affermare le proprie convinzioni, ma ogni volta, in un modo o nell'altro, finisce per fare esattamente ciò che Asher le ha detto.
In più lui ci viene presentato attraverso la frasi più stereotipate di questo genere di romanzi. "L'uomo più bello che abbia mai visto..." "...così bello da togliere il fiato..." "il petto scolpito..." ecc...
 
In breve Un meraviglioso imprevisto è un romanzo ultra leggero, assolutamente non impegnativo, che non mi ha colpita come avrei pensato. Lo stile, la storia ed i personaggi sono eccessivamente superficiali per risultare coinvolgenti e tutti i colpi di scena (non solo quello del colpevole) sono facilmente intuibili molto prima che vengano rivelati.

Che dite, sono stata troppo cattiva?
 
**
 
 
Titolo: Un meraviglioso imprevisto
Autore: Aurora Rose Reynolds
Editore: Newton Compton
Pagine: 216
Prezzo: € 0,99

4 commenti:

  1. Ho letto questo libro l'anno scorso e non l'ho recensito sul blog, ma leggendo la recensione sul mio Journal mi ero concentrata sui pochi elementi positivi che venivano facilmente oscurati dalla pessima edizione italiana.

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    1. La lettura procede anche bene, ma era davvero troppo scontato per risultare godibile! :(

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  2. Ciao Alisya, non ho letto il romanzo, ma la trama mi sembra troppo banale per decidere di leggerlo. Ok che i romance tendono ad avere una struttura ben precisa, ma quando la banalità prevale decido di lasciare spazio ad altre letture :-)

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    1. Ciao Ariel!
      Infatti il problema con i romance è che le trame sono già sentite, ciò che fa la differenza e lo stile con cui sono scritti e questo libro purtroppo si appoggia a tutti i cliché del genere. :(

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