venerdì 17 giugno 2016

DRACULA: Capitoli 1 e 2


 

CAPITOLO 1


La vicenda è narrata sotto forma di una raccolta di scritti di alcuni dei protagonisti ed inizia il 3 maggio 1890. Conosciamo subito uno dei personaggi principali, Jonathan Harker, visto che sono le pagine del suo diario a dare il via alla narrazione. Lo troviamo in viaggio verso la Transilvania, più esattamente verso la regione più selvaggia e sconosciuta d'Europa.
E direi che cominciamo bene! Un'ambientazione che infonde pace e serenità.
A causa dell'improvvisa malattia di R. M. Rendfield, a Jonathan, giovane avvocato, viene affidato l'incarico di seguire gli affari del conte Dracula. E non c'è niente di sospetto nell'affidare un cliente facoltoso all'ultimo arrivato. Quale studio legale non si comporta così?
Ma questa svista gliela perdono.


Partendo così all'improvviso Jonathan si rammarica di non essere riuscito a sposare Mina, la sua fidanzata, ma si ripropone di farlo al ritorno.
Si, come no rammaricato. Questo è ma un esempio lampante di ansia da matrimonio, la solita vecchia scusa: rimando il matrimonio a causa di un impegno di lavoro al grido di “Lo faccio per noi”. Davvero originale!
Arrivato al villaggio, in cui il conte gli ha prenotato una stanza in una locanda per la notte, Jonathan viene accolto da una donna anziana molto gentile che gli consegna una lettera in cui Dracula indica le istruzioni per raggiungere il castello.

Al suo risveglio, quando chiede informazione sul conte, nota che la gente si fa il segno della croce e rimane in silenzio.


Oooooook!!!! Va tuuuuuutttto bene! Che siano tradizioni locali?
Pensate cosa fareste voi se chiedendo un'informazione ad un passante quello vi guardasse con occhi sgranati e si segnasse. Personalmente cambierei direzione alla velocità di Speedy Gonzales!
Anche Jonathan nota che è un tantinello inusuale e avverte che “Tutto è misterioso e nient'affatto rassicurante” (complimentoni per la brillante intuizione), ma essendo un personaggio sveglio e di buon senso, ignora questi sottili segnali di pericolo.
La donna allora gli si butta ai piedi in lacrime, supplicandolo di non partire.
No, vabbé. Alla faccia dei sottili segnali! Che vuole più di così, un coro da stadio che gridi “Devi morire!”?
Ogni persona dotata di un minimo di buon senso avrebbe capito che non è proprio aria. Perché, cavolo, quale imbecille continuerebbe il viaggio con queste premesse? Jonathan Harker ovviamente che invece di scappare, lasciando l'impronta nella porta come Gatto Silvestro, trova la scena ridicola.
La donna (fin troppo buona, perché io lo avrei fatto morire a questo punto) gli regala la sua collana con il crocefisso e con questo dono Jonathan prende la diligenza e si rimette in viaggio, notando che tutti quello che lo guardano partire si segnano e lo indicano con due dita. Di nuovo davanti a questo gesto l'unica sua reazione è chiedersi cosa voglia dire.
Cosa voglia dire?! Cosa può voler dire, secondo te? Pace, amore e prosperità?
No, vuol dire, «meglio a te che a me». Se la gente si segna e ti supplica di non andare, ma ti verrà il sospetto che non stai andando in una spa di lusso? Fatti venire il dubbio, torna indietro o quanto meno, se proprio vuoi continuare, armati al punto da far sembrare Rambo un pacifista.
No, lui guarda il paesaggio che è talmente bello da fargli scordare tutto. In Transilvania? Nella regione che ha descritto come la più selvaggia e sconosciuta d'Europa? Ma che trip si sta facendo, no perché qualcuno me lo deve spiegare? Non so che spacciatore frequenti, ma è bene che lo cambi, è evidente che non gli da roba buona.



Strada facendo scende la notte e tutti nella diligenza cominciano a farsela sotto, al punto che il cocchiere sprona i cavalli al massimo. Perché poi è risaputo che il momento migliore per arrivare nella zona più remota e selvaggia della Transilvania è nel cuore della notte. Altrimenti non c'è gusto.

Raggiunto il punto in cui la carrozza del conte lo sta aspettando, Jonathan scende e per la terza volta vede che gli altri viaggiatori guardandolo si segnano.

Ora lo puoi ignorare una volta, è una stranezza. Due volte è una bizzarria. Tre volte è un presagio di morte, lo capirebbe anche un imbecille ed infatti Jonathan ha un'intuizione.

Se devo essere sincero ero un po' impaurito”

E meno male! Alla buon'ora! Visto che di notte non c'è il paesaggio a distrarlo, tu pensi siamo a cavallo, ha capito, è fatta.

Seh... ti piacerebbe.

La carrozza parte alla volta del castello, ma lungo la strada viene circondata da un branco di lupi. Quando si dice la sfiga regna sovrana! Ma cosa fare? Aumentare la velocità fino a far spuntare le ali ai cavalli? No, figurarsi. Soluzione troppo scontata, priva anche della minima originalità. Il cocchiere si ferma, scende e dice qualcosa alle bestie e queste si allontanano.

No, vabbe'. Ma chi è? Il fratello de L'uomo che sussurrava ai cavalli?

Jonathan evita di commentare questa performance, probabilmente perché non l'ha capita.
Finalmente, a mezzanotte, arrivano al castello che lo colpisce subito per l'aspetto tetro.


Ma sul serio?! Mi chiedo come mai un castello vecchio di secoli, abbarbicato chissà dove, nella regione più selvaggia e remota della Transilvania, nel cuore della notte possa sembrare tetro. Ma che si aspettava il carnevale di Rio?

Jonathan però lo spiega (ah come sono prevenuta a volte!)

Dalle alte e nere finestre non trapassava un raggio di luce”

Eh????? In che senso, scusa? Ma è mezzanotte!! Da dove doveva venire la luce visto che l'elettricità non è ancora stata scoperta? L'ho detto e lo ripeto; non ti dà roba buona.

E se questo è il nostro eroe, quasi quasi a me viene voglia di tifare per il conte.

CAPITOLO 2
Jonathan viene abbandonato dal cocchiere davanti alla porta del castello che, misteriosamente si apre senza che nessuno abbia suonato o bussato. Ad accoglierlo c'è
un vecchio alto con lunghi baffi bianchi e vestito di nero”
Il maggiordomo? Il nonno vampiro? No, il conte in persona.
A questo primo scossone le mie certezze iniziano a vacillare, perché io di Dracula ho in mente un'immagine ben precisa. Qualcosa di simile a questo.
 
 
Dracula è il mostro che guardandolo dovrebbe farti venir voglia di dire “mordimi mordimi” no, “Nonno non ti sforzare, ti porto un cucchiaino che così lo mangi meglio.”
 
Il conte fa entrare Jonathan informandolo che la servitù si è già ritirata vista l'ora. E l'idiota non proferisce parola, perché non fa una piega che sia il padrone di casa a portarti le valigie come l'ultimo dei fattorini. La storia è piena di nobili simili. E poi lo sanno tutti che Dracula è un conte moderno, il conte delle pari opportunità.
E Jonathan non pensa neanche che infondo è stato il conte ad organizzargli il viaggio per farlo arrivare di notte e dunque a maggior ragione è strano che nessuno della servitù sia rimasto in piedi per accogliere l'ospite. Ma il nostro eroe è una lince e di certi dettagli se ne sbatte.
Arrivato in quella che sarà la sua stanza, la trova calda e illuminata da un fuoco vivace del camino e tanto basta a Jonathan per far passare tutta la paura del viaggio. Perché ebbene si dopo aver visto mezza Transilvania segnarsi e il revival de L'uomo che sussurra ai cavalli, a lui bastano due candele accese, che fanno atmosfera, per dimenticare tutto.
Ma io direi di farsi vedere da qualcuno, perché questi improvvisi e ripetuti attacchi di amnesia sono preoccupanti. Forse magari scoprono che soffre del disturbo dell'attenzione.
Jonathan intanto va a tavola, mentre il conte, che ha già pranzato, lo avverte che non è sua abitudine cenare (e meno male per lui, aggiungerei io). L'uomo allora gli consegna la lettera del suo capo, Peter Hawkins, con cui informa Dracula che a causa della gotta non potrà viaggiare per un po' (e qui un applauso per la scusa meno credibile della storia, dopo quella del cane che mi ha mangiato i compiti). La gotta... vabbè... Comunque gli assicura che Jonathan è capace, oltre che degno di fiducia.
Durante il pasto il caro protagonista coglie l'occasione per studiare meglio il suo ospite e finalmente arriva la descrizione del conte, quella del mostro pericoloso e pieno di fascino. Tenetevi forte e se siete deboli di cuore, vi prego, non leggete.
Dracula è pallido e stempiato, ha il naso sottile e arcuato con narici dilatate, la fronte alta e infine (siete pronti?) “le sopracciglia erano folte e unite alla radice del naso.”
Noooooooooo!!!!
Nella vita posso sopportare molte cose, ma non il fatto che Dracula abbia il monociglio. Il monociglio, ma vi rendente conto??
È la fine di un'era, il crollo di un mito. Dopo questo non crederò più in niente. Prima mi hanno portato via Babbo Natale e ora questo. Al mondo non ho più una certezza!
COME DRACULA
 DOVREBBE ESSERE
E INVECE COME E' REALMENTE

 
 
 
 
 
 
 
 
In pratica è un incrocio tra il maggiordomo di Batman, il Pinguino e Jocker. Un adone!
Ci credo che le donne gli cadevano ai piedi, non per il fascino sovrannaturale ma per gli infarti dovuti allo shock.

Ma non è finita qui, il peggio deve ancora venire.
Da sotto i baffi gli spuntano due denti aguzzi e sporgenti e labbra rosse e piene e direi che per me il libro poteva finire qui, perché a denti aguzzi io avrei salutato, ringraziato per la cena e tolto il disturbo. Ma Jonathan, che pur di non tornare a casa e sposarsi sarebbe disposto a staccarsi un braccio a morsi, fa finta di niente e continua a studiare il conte con le sue orecchie a punta e il mento deciso.
Se tutto quello che è successo fin qui ancora non gli ha fatto capire che c'è qualcosa di un pelino strano in Dracula, ora arriva un dettaglio che anche il re dei cretini avrebbe capito. Le mani del conte oltre ad essere larghe e grossolane, hanno peli nei palmi (lo devo anche commentare?). Ed infine le unghie lunghe e appuntite (molto alla moda). Che Dracula fosse il primo a farsi la ricostruzione? Magari viene fuori che è anche una Drag Queen, ormai non mi stupisco più di niente.
Dopo questa accattivante descrizione il conte sfiora inavvertitamente la mano di Jonathan che ha la prima reazione sensata dall'inizio del libro, rabbrividisce e sente salire la nausea. E ci credo! Anche a me farebbero senso quei palmi pelosi che mi fanno venire in mente la pubblicità delle strisce depilatorie della Veet. Altro che paletto nel cuore, la ceretta, ecco l'arma letale conto ogni uomo villoso.
Il conte resosi conto della reazione di disgusto se ne va alla finestra e vedendo che il sole sta sorgendo si congeda velocemente.
E la domanda sorge spontanea: ma quanto cavolo ha mangiato Jonathan per restare seduto da mezzanotte all'alba? Cos'era il rinfresco per un matrimonio?
Il mattino dopo (siamo già al 7 maggio) trova già la tavola apparecchiata e la colazione pronta (merito degli elfi di Hagwarts?) e dopo essersi strafogato tutta la notte una bella colazione non la vogliamo fare? Jonathan infatti, probabilmente affetto dal verme solitario, mangia, ma non trova il campanello con cui avvertire la servitù, di cui per inciso ancora non ha visto traccia.
E che fa davanti a questa bizzarria? Si stranisce? Si fa due domande? No, la prende con spirito annotandola come l'ennesima cosa strana di quella casa, oltre a vasellame in oro (da far prontamente sparire tipo gli asciugamani negli alberghi), e nessun tipo di specchio.
Ma si sa i ricchi sono sempre stravaganti e poi Jonathan con il suo solito attacco di ADHD dimentica ogni perplessità imbattendosi nella biblioteca.
Ora io capisco la reazione, capisco anche il fascino di una stanza piena zeppa di libri, ma nella vita ci devono essere delle priorità e bisogna rimanere concentrati.
Jonathan si mette ad osservare la stanza e notata che tutti i libri riguardano la cultura inglese. In quel momento sopraggiunge il conte che conferma il suo grande interesse per l'Inghilterra e fa una confessione.
Non vedo l'ora di percorrere le strade affollate di Londra e condividerne la vita.”
E visto che sono in argomento parlano della casa che Dracula sta comprando proprio nella città inglese. Jonathan lo informa che la casa è circondata da mura, ha poche finestre, è vicino ad una vecchia cappella ed un manicomio.
Una bomboniera. E con un bel vicinato! Chi non sogna una casa così! Altro che steccato bianco e vista sull'oceano, quella ormai è roba superata, roba da barboni. La vista sul cimitero con contorno di pazzia, questo è il nuovo trend!
Volete mettere?
 

 
E il conte infatti, uomo sempre alla moda, è felice che la casa sia grande e isolata perché lui non cerca né allegria, né gioia, né la voluttuosa luce del sole, lui ama l'ombra, l'oscurità e la solitudine.
Ora a parte la natura macabra di questa confessione che già la dice lunga,  ci sono un paio di cose che non tornano.
Tre righe prima mi dici che non vedi l'ora di percorrere le strade affollate e tuffarti nella vita e ora ami l'oscurità e la solitudine? Ma soprattutto non fa una grinza che tu lasci il tuo castello tetro e oscuro, abbarbicato in mezzo al niente cosmico, dove non vola una moca, per trasferirti al centro di una città caotica al solo scopo di cercare la solitudine e oscurità. Liscio come l'olio. Cogito ergo sum.
E tra una chiacchiera e l'altra s'è fatta l'ora di cena e Jonathan si rimette volentieri a tavola parlando e mangiando finché il gallo non canta.
Non ho parole! Si strafoga di nuovo tutta la notte! Ma è un pozzo senza fondo!!
Dracula, come la volta prima, si accomiata al sorgere del sole,  lasciando il nostro eroe senza un pensiero al mondo e me con una certezza: meglio firmare una cambiale che invitare Jonathan Harker a cena.

Ed eccoci alla fine del primo appuntamento.
Spero che vi sia piaciuto o che sia almeno riuscito a strapparvi due risate. Fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti, aspetto le vostre opinioni con ansia! ;)

7 commenti:

  1. Ciao Alisya, un racconto veramente divertente! Molto bella la tua ironia ;-) Certo che con questa descrizione il mito del vampiro sexy va proprio a farsi benedire!

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  2. Sono contenta che ti sia piaciuto, anche se un mito è crollato! 😄

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  3. Concordo con Ariel! Davvero divertente :)

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  4. Ma il vampiro come mito sexy è stato creato dai film contemporanei ^^° il vampiro è un essere orrendo, spesso neanche nobile, il cui unico scopo è fare del male. Vero, ci sono i racconti dove è sexy (Clarimonde o il Vampiro di Polidori), ma la prevalenza è di vederlo come un mostro e Dracula non fa eccezione XD

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    1. Dracula non lo immaginavo proprio sexy, ma dotato di quel fascino sovrannaturale da creatura del male. Poi però scopro che fisicamente assomiglia al nonno dei Simpson e visto così fa più tenerezza che terrore! XD

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    2. Il Dracula del romanzo più che affascinare ipnotizza, lo vedrai con Lucy XD Forse io ho una conoscenza più approfondita del mito del vampiro e dei racconti ad esso legato, quindi non mi ha fatto strano vederlo come un mostro (vedi il film Nosferatu). Comunque è anche mutaforma, può modificare il suo aspetto come meglio crede.

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