martedì 8 marzo 2016

Recensione: "La magia delle cose perse e ritrovate" di Brooke Davis

READING CHALLENGE
N° 13 - Un libro scelto per la copertina

"La magia delle cose perse e ritrovate" è un libro dolcissimo, capace di regale tante belle emozioni e che insegna a non smettere mai di sperare.
 
Nulla è perduto per sempre. A volte un paio di stivali rossi può aiutare ad affrontare il mondo e le proprie paure. Così è per Millie, che quando li indossa si sente forte e sicura.
Ha sette anni ed è curiosa di tutto. Ha tanta voglia di fare domande, di conoscere, di scoprire. Per questo quando un giorno al centro commerciale sua madre sembra sparita, non si perde d’animo, ma cerca qualcuno che possa darle una mano a trovarla. È proprio allora che si imbatte in Karl che se ne sta seduto con lo sguardo perso nei suoi pensieri. Karl è un anziano un po’ speciale che mentre parla, digita nell’aria le parole. Solo in questo modo riesce a sentire ancora vicina sua moglie a cui un tempo scriveva parole d’amore sulla schiena. Millie si fida subito di lui e la corazza di diffidenza che Karl si è costruito intorno si scioglie grazie agli occhi sperduti e sinceri della bambina. Gli stessi occhi davanti ai quali Agatha sente nascere dentro una tenerezza ormai dimenticata. A ottant’anni non esce più di casa, dopo la morte del marito, e passa le sue giornate alla finestra a spiare i vicini. Ma appena scorge sulla strada Millie e Karl c’è qualcosa che la spinge a parlare con quei due sconosciuti, a uscire per la prima volta dalla sua solitudine. Perché Millie ha il dono unico di raggiungere il cuore delle persone. Perché il suo sorriso ingenuo e solare è capace di portare la felicità. Lì dove non ci si aspettava più di trovarla. Karl e Agatha si sentono vicini a lei come a nessun altro prima e decidono di ritrovare sua madre. E da quel momento per loro ogni cosa cambia.

La storia è divisa in quattro parti ed affronta le vicende di Millie Bird, bambina di sette anni abbandonata dalla madre in un centro commerciale, Karl il dattilografo, che dopo la perdita della sua adorata moglie ha perso fiducia in se stesso, negli altri e nella vita, e Agatha Pantha, anche lei vedova che da quando è rimasta sola si è isolata dal resto mondo.
Tre storie, tre vite diverse che però hanno in comune la perdita, il dolore ed il conseguente senso di vuoto. Millie con l'ingenuità dei suoi sette anni non si rassegna all'abbandono, crede che la madre tornerà e con il suo ottimismo e la sua dolcezza coinvolgerà anche Karl e Agatha.
Nel viaggio che i tre intraprenderanno per ritrovare la madre della bambina, ognuno ritroverà qualcosa che da tempo ha perduto.
 
Brooke Davis con "La magia delle cose perse e ritrovate" ha scritto un ottimo libro d'esordio. La storia, bella e originale, si caratterizza soprattutto per aver scelto come tema centrale la morte, affrontandola però con la dolcezza e la curiosità di una bambina di sette anni. Il punto di vista di Millie, intervallata di quando in quando da quello di Karl e Agatha, da un respiro più ampio alla trama, aiutando allo stesso tempo ad alleggerire i toni che, pur trattando argomenti delicati e tristi, non sono mai drammatici. Al contrario, seguendo la trama mi sono ritrovata a commuovermi, a fare il tifo per i protagonisti e a sorridere per le avventure che coinvolgono questa improbabile compagnia.
È impossibile non affezionarsi alla protagonista e vedere, anche solo per un attimo, il mondo con i suoi occhi pieni di stupore, fiducia e felicità.
Un'altra cosa che mi ha stupida è lo stile insolito ed originale della Davis che in questo libro, pur usando la terza persona, riesce a trasmettere lo stesso calore e la stessa capacità di coinvolgere ed emozionare della prima. Forse ciò è dovuto al fatto che la voce narrante non impone la sua presenza, o il suo punto di vista, è più un cronista che riporta gli eventi a cui assiste. L'uso di frasi brevi, incisive crea un ritmo particolare quasi disarmonico, ma al tempo stesso ipnotico ed affascinante.
La scrittura della Davis è scorrevole e molto dolce. Sa toccare il cuore del lettore, commuoverlo e divertirlo, affrontando la morte senza luoghi comuni e con straordinaria delicatezza. Un romanzo semplice ed emozionante con personaggi verosimili le cui voci sono uniche e riconoscibili.
L'unica pecca, se proprio devo trovarne una, è il finale che mi ha lasciata un po' insoddisfatta più per il modo in cui è stato scritto che per il contenuto. Per il resto "La magia delle cose perse e ritrovate" è un libro valido, che insegna a non arrendersi mai.
Assolutamente da leggere.
  
Quando giocavano a unisci-i-puntini, Millie era sempre Puntino Uno, la mamma Puntino Due e il papà Puntino tre. La linea partiva dal profondo del pancino di Puntino Uno, si arrotolava attorno a Puntino Due e Tre e ritorno- di solito mentre guardavano la tv-, formando un triangolo.

[...]Quando il papà le diceva: «Vieni a sederti vicino a me», il triangolo si arricciava in un grande cuore palpitante «Tu-Tum, Tu-Tum», mormorava Millie, saltellando maldestramente a ritmo.
 
 
 
Titolo: La magia delle cose perse e ritrovate
Autore: Brooke Davis
Editore: Garzanti
Pagine: 210
Prezzo: € 9,99 (ebook)
 
 

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