domenica 31 gennaio 2016

Rubrica: RILEGGIAMOLE INSIEME...

CAPPUCCETTO ROSSO

C'era una volta una bambina dolce e carina a cui la nonna aveva regalato un cappuccetto di velluto rosso e, visto che le stava tanto bene e che lei voleva mettere solo quello, tutti la chiamarono Cappuccetto Rosso.
E meno male che le favole sono il mondo della fantasia! E se invece che rosso fosse stato cachi, come l'avrebbero chiamata? Vabbè, meglio non  approfondire.
Un giorno la mamma chiede alla bambina di portare alla nonna una fetta di torta ed una bottiglia di vino perché è debole e malata.
Ora, anche volendo contestualizzare il racconto in un'epoca in cui la scienza medica non era così progredita, una fetta di torta e una bottiglia di vino?! Una bottiglia?! Cos'è la nonna un'alcolista? E poi perché solo una fetta di torta? Ma soprattutto che fina ha fatto il caro vecchio brodino che rifilavano a me quando stavo male da bambina?
Se penso che sono stata derubata di una fetta di torta per ogni volta che mi sono ammalata mi viene da piangere!


Ma andiamo avanti.
La mamma raccomanda a Cappuccetto Rosso di fare attenzione per la strada perché
"potresti cadere e rompere la bottiglia e per la nonna non resterebbe più niente"
E con queste premurose raccomandazioni la bambina si avvia.
 
 
No, cioè fatemi capire bene. La mamma non si preoccupa che cadendo la figlia si rompa l'osso del collo, ma che frantumi la bottiglia di vino?! Oooookkkkk! Questo si che è amore materno!
Insegniamo ai bambini quali sono le priorità nella vita: prima gli alcolici e poi le vostre vite!! È così che si trasmettono dei sani principi!!
In realtà io la storia me la ricordavo diversa. Quando la raccontavano a me la mamma si dilungava in mille raccomandazioni sul non attraversare il bosco, sul fare attenzione a lupo e qui niente? Nada? Zero assoluto?
Nemmeno un cenno a 'sta povera bambina che viene mandata allo sbaraglio a farsi una scarpinata di mezz'ora nel bosco, dove è risaputo esserci un lupo cattivo. Ma poi oltretutto invece di mandarcela in tuta mimetica, le fa indossare quella mantellina Rosso Valentino che sembra gridare "Mangiami! Ti prego mangiami! Sono tenera e carina!". Ma sta mamma non ce l'ha una coscienza?
Degna figlia di sua madre, Cappuccetto Rosso arriva nel bosco e subito incontra il Lupo. E quale può essere la reazione di una bambina che incontra un lupo nel bosco? Nessuna ovviamente perché
"non sapeva che il lupo fosse un animale cattivo e perciò non aveva paura".

Ma che discorsi sono!! Se per strada vedo un drago sputafuoco a tre teste, non c'è bisogno che qualcuno mi dica che è cattivo, io me la faccio sotto lo stesso e (se un infarto non mi stronca sul colpo) me la do a gambe battendo il record mondiale di velocità. Roba da far crepare di gelosia perfino Beep Beep.
 
Cappuccetto Rosso invece intavola una piacevole conversazione col Lupo e gli spiattella tutti gli affari suoi, ma soprattutto gli spiega dove abita la nonna con una dovizia di dettagli che neanche il Tom Tom poteva fare meglio.
Perfettamente logico. Voglio dire quale bambina che si imbattesse in un estraneo dall'aspetto quanto meno losco dentro un bosco non farebbe lo stesso? E lei, proprio per essere sicura di essersi spiegata bene, aggiunge anche "Hai capito dove?"
Ma non è colpa sua, povera creatura! Con una mamma così cosa ci si poteva aspettare?
 
Il Lupo, accortosi di non avere davanti una cima, escogita un piano per arrivare per primo dalla nonna e butta là l'idea più scema che gli passa per l'anticamera del cervello dicendo:
"Guarda che bei fiorellini!"

Guarda che bei fiorellini?! Sul serio?!
Dico io, Cappuccetto Rosso vive in un piccolo villaggio vicino ad un bosco in un'epoca in cui ancora non c'erano neanche i libri in casa, vuoi che si faccia abbindolare da dei fiori di campo? Ma neanche il re degli idioti ci cascherebbe!
E invece la bambina, i cui neuroni aspettano ancora di trovarsi per fare una sinapsi, ci casca e in preda ad un delirio allucinatorio (indotto secondo me da alcuni funghi che ha trovato nel bosco) su allontana dal sentiero saltellando qua e là di fiore in fiore.

Il Lupo, ancora incredulo per aver fregato Cappuccetto Rosso con una cretinata del genere, corre dalla nonna fingendosi la bambina.
La povera nonnina, che oltre ad essere debole e malata doveva avere seri problemi all'udito e alla vista, non si accorge della differenza tra una bambina vestita di Rosso e un animale grosso brutto e peloso e giustamente finisce mangiata in un sol boccone.
Poi il Lupo, indossata la cuffietta e la camicia da notte della nonna, si infila nel letto e aspetta che arrivi Cappuccetto Rosso.
Io però 'sta cosa del "sol boccone" non l'ho mica capita. Che cavolo di bocca devi avere per ingurgitare una persona intera? Che il lupo fosse parente di Lupo Alberto? O forse la nonna è in realtà una lillipuziana? Mah! Forse questo è uno di quei misteri che sono destinati a rimanere tali.
Comunque finalmente arriva anche Cappuccetto Rosso e qui assistiamo allo spengersi dell'ultimo barlume di intelligenza. In un ultimo disperato tentativo l'istinto di sopravvivenza della bambina, represso da anni, le fa pensare
"Oh mio Dio, che sensazione strana ho oggi e pensare che di solito vengo così volentieri dalla nonna!"


Ora questo da solo può sembrare insignificante ma se uniamo questo, all'aver incontrato il Lupo e aver trovato la porta della casa spalancata, io al posto suo due domande me le sarei poste. Ma lei invece niente, se ne infischia e fa finta che sia tutto normale.
Tuttavia quando vede la nonna qualcosa non le torna. Ed è allora che il bambino che hai dentro si scatena facendo il tifo e pensando "Vai cavolo! Ora lo vede e se ne accorge!". Invece qui si inserisce una delle scene più conosciute delle fiabe, quella che tutti, ma proprio tutti, conoscono a memoria.
La bambina non riuscendo a mettere a fuoco cosa ci sia di diverso, inizia a notare alcuni dettagli:
 
Cappuccetto Rosso: "Ehi nonna che orecchie grandi che hai.
Lupo: "Per sentirti meglio!"
Cappuccetto Rosso: "Ehi nonna che occhi grandi che hai."

Lupo:"Per vederti meglio."

Cappuccetto Rosso "Ehi nonna che braccia pelose che hai."

Lupo: "Per abbracciarti meglio."

Cappuccetto Rosso : "Ma nonna che bocca grande che hai."

Lupo: "Per mangiarti meglio."

E si mangia anche la bambina.
Che poi se io fossi stata in lui, qualche scrupolo in più l'avrei avuto. Visto il livello di stupidità di Cappuccetto Rosso avrei avuto paura di venire contagiata. Di 'sti tempi è un attimo. E comunque è sempre pericoloso mangiare schifezze di dubbia provenienza!
 
Ma poi, passi che la nonna non ha riconosciuto il Lupo. Non l'ha mai visto, è anziana, ha le cataratte, è plausibile. Ma dico io come fa Cappuccetto Rosso a non notare la differenza. O sua nonna è brutta e tremendamente pelosa, o la bambina è decerebrata. Non ci sono altre soluzioni.
Il Lupo lo ha visto nemmeno dieci minuti prima, non è una deduzione difficile da fare!
Occhi diversi, bocca diversa, orecchie diverse, braccia diverse; o la nonna è diventata una mutante degli X-men o un'altra persona ha preso il suo posto!


Facciamo il gioco delle differenze!!
 
Qual è il lupo e qual è la nonna?

E vogliamo parlare dell'incontro di cervelli da cui scaturisce questo capolavoro di dialogo? Passino le prime due domande, che servono solo a sottolineare che Cappuccetto Rosso era evidentemente in preda all'effetto di un acido per non riuscire a riconoscere il Lupo. Ma la terza? Che braccia pelose? E la risposta, per abbracciarti meglio, ma che vuol dire? Che i peli fanno tipo da airbag? No, perché se è così noi donne smettiamo tutte di farci la ceretta e viviamo più tranquille!!
Comunque dopo la scorpacciata il lupo si addormenta ed inizia a russare di brutto, tanto che attira l'attenzione del cacciatore che passa per caso di là.
Non so voi ma a 'sta cosa del per caso io proprio non ci credo. Con quanto è grande il bosco, lui passa di là proprio in quel momento, giusto in tempo per accorgersi che quel russare non può essere della nonna?
Ma diciamo le cose come stanno! Il Cacciatore è un voyeur che spia la nonna e quel giorno stava per appostarsi quando, sentendo tutto quel fracasso, si preoccupa e va a vedere (scusa palesemente inventata per avvicinarsi alla nonnina).
 
Entrando l'uomo scopre il Lupo, ma invece di sparargli e farla finita, gli viene in mente che quello potrebbe aver mangiato intera la nonna e che quindi lei potrebbe essere ancora viva.
E ditemi voi quale cacciatore esperto non avrebbe fatto lo stesso ragionamento? Non lo dice per caso Piero Angela che il tipico comportamento del lupo è quello di ingoiare intere le sue prede?
Il Cacciatore non perde tempo e, come un principe azzurro, si appresta a salvare la sua bella, ma come? Uccidendo il Lupo e aprendogli la pancia? No, ovviamente. Non è abbastanza traumatizzante.
Prende un paio di forbici e taglia la pancia dell'animale (ancora vivo) che, non si sa come, non si sveglia!!
Lo vedi a mangiare a schifezze poi che succede! L'avevo detto io, no?
Dalla sua pancia allora escono Cappuccetto Rosso e la nonna e cosa fanno? Uccidono la povera bestia ponendo fine alle sue sofferenze?
No!
Gli riempiono la pancia di pietre e ricuciono tutto. A che scopo? Così che il Lupo una volta sveglio cerchi di andarsene, ma per il peso delle pietre cade e muore.
Questo è sadismo puro. Altro che cinquanta sfumature! Dopo avergli aperto la pancia con le forbici e averla riempita di massi, lo ricuciono solo per farlo morire cadendo?!
Ma un po' di umanità o di compassione ci stava male? Non sarebbe stato meglio avergli piantato subito una pallottola in testa? Perché straziare sto povero animale che seguiva solo l'istinto?
Perché giocare al Dottor Frenkestein? Che messaggio si vuole dare ai bambini? Se vedete un lupo affamato usatelo pure come cavia vivente per la vivisezione? Maltrattate gli animali, liberando il piccolo Psyco che c'è in ognuno di voi?
Mah! In ogni caso morta la povera bestiola, il cacciatore lo scortica e gli prende la pelle (alla faccia dell'intervento disinteressato), mentre la nonna, mangiata la torta e bevuto il vino, si sente subito meglio.
E a questo punto devo chiedermi di cos'era fatta sta torta. Super vitamine? Era tipo gli spinaci di braccio di ferro? O magari la mamma al posto della farina ha usato un altro tipo di povere bianca? Per capirci quella che reclamizzava la piccola Pollon cantando
"Sembra talco ma non è serve a darti l'allegria!"


Alla fine della fiaba, c'è la morale: Cappuccetto Rosso ha imparato la lezione e dice che mai più andrà sola nel bosco lontana dal sentiero quando la mamma lo ha proibito.
Eh? Cosa??
Ma dove? Quando?
Ho rieletto la fiaba tre volte e di avvertimenti non ce n'è l'ombra. Che se li sia immaginati? Che Cappuccetto Rosso abbia avuto un'esperienza extracorporea mentre era nella pancia del lupo? O forse sono gli ultimi potenti residui dei funghi allucinogeni?
Comunque sia, questa è la versione della storia data dai Fratelli Grimm, la più allegra.
Non so in quanti sanno che esiste anche la versione di Perrault e qui i deboli di cuore si preparino ad uno shock, perché se in generale la fiaba è abbastanza simile, il finale è totalmente diverso perché in quella fiaba Cappuccetto Rosso MUORE!!!!!!!
 
La storia finisce con il Lupo che dopo essersi mangiato la nonna, si pappa anche la bambina e fine.
E giuro che quando l'ho letta la bambina che è in me è morta di crepacuore!
Ha fatto morire la protagonista! Di  una fiaba!!!
 
È proprio il caso di dirlo: "Che belle le fiabe della nostra infanzia!!"
 
 
 


2 commenti:

  1. Ma sei fenomenale! Bellissimo post anche questo: adoro la tua ironia :-)

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    1. Grazie! Mi fa piacere che ti sia piaciuta. Io mi diverto molto a scriverle e sono contenta se riesco a strappare un sorriso a chi le legge! Grazie ancora! :)

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